Escrementi sulla porta e minacce di morte ai vicini: coppia condannata per tre anni di persecuzioni
Un anno e quattro mesi ai coniugi per stalking condominiale: tutto era iniziato dalle accuse di infiltrazioni d’acqua. Assolti per gli incendi delle auto
Cagliari Per circa tre anni ha stalkerizzato e indotto cure psichiatriche all’inquilino del piano superiore al loro e alla sorella convivente, compiendo azioni ritorsive piuttosto pesanti, e anche imbarazzanti, per una presunta infiltrazione d’acqua però mai provata. Ieri il giudice monocratico Alessandra Tedde ha condannato un’anziana coppia cagliaritana, Italo Gallus di 85 anni e la moglie Vincenzina Gucciardo di 69, a 1 anno e quattro mesi di reclusione, al risarcimento dei danni procurati e alle spese processuali. Il reato configurato riconosciuto dalla giudice è quello di stalking condominiale. Marito e moglie sono stati invece assolti per l’incendio di due auto di proprietà della parte civile parcheggiate davanti al palazzo, perché non sono trovate prove certe a carico degli accusati.
Tutto ha avuto origine nel 2019 quando un condomino di un palazzo di via Monte Sabotino, Antonio Passa, di 63 anni, è stato accusato dai coniugi del piano di sotto di avere provocato infiltrazioni d’acqua nel loro soffitto, ma anche una perdita d’acqua nell’appartamento, ma anche di rumori domestici di altro genere. Le accuse non si sono limitate agli insulti con epiteti irripetibili, ma anche a tentativi di aggressione fisica e alla minaccia di schiaffi da parte di Italo Gallus e della moglie. Poi una lunga serie di atti ritorsivi, come puntualizzato e documentato in sede processuale dagli assistenti legali dell’accusa, gli avvocati Carlo Demurtas e Laura Pirarba. Dal 2019 al 2022, quando è stata presentata una prima denuncia a loro carico, per Antonio Passa e la sorella Franca Maria, sono stati anni d’inferno, tanto da provocare nell’uomo un perdurante stato d’ansia e conseguente necessità di cure psichiatriche. Dagli inquilini del piano di sotto che ce l’avevano con lui era un ripetuto battere nel cuore della notte con un bastone sul soffitto, il tentativo di prenderlo a schiaffi, le minacce di morte in ogni circostanza. Ma era ripetuto anche l’imbrattamento dello zerbino, della soglia d’ingresso e del portoncino dell’abitazione con escrementi e, a ben andare, con passata di pomodoro. Inoltre, gli escrementi e altri piccoli rifiuti venivano infilati anche nella cassetta della posta e il citofono a piano terra bloccato con uno stuzzicadenti tanto da causare il suono ininterrotto. Ci sarebbe stato poi anche il danneggiamento col fuoco, in circostanze differenti, della Toyota Yaris e della Mercedes classe A di Antonio Passa e della sorella. Per questi ultimi capi d’accusa non è stata prodotta prova e pertanto la giudice monocratica non li ha ritenuti validi e pertanto presi in considerazione al momento di decidere condanna e pena per Italo Gallus e Vincenziana Gucciardo.
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