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Conti correnti, torna l’interesse fino al 4%: quanto si guadagna davvero su 10mila euro

Conti correnti, torna l’interesse fino al 4%: quanto si guadagna davvero su 10mila euro

Le banche online rilanciano gli interessi sulla liquidità, ma tasse, inflazione, vincoli e scadenze riducono la convenienza

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Roma Dopo anni di rendimenti vicini allo zero, il conto corrente torna a produrre interessi. Le banche, soprattutto quelle online, puntano sulla remunerazione della liquidità per conquistare nuovi clienti. Le percentuali più alte arrivano al 4% lordo, ma sono quasi sempre promozionali e soggette a condizioni precise.

La svolta è legata alle decisioni della Banca centrale europea, che nel 2026 ha aumentato i tassi due volte. Con l’intervento del 10 settembre, operativo dal 16, il tasso sui depositi è salito al 2,50% e quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65%. La stretta monetaria punta a frenare l’inflazione, arrivata nell’eurozona al 3,8% a settembre, con la componente energetica in forte crescita.

Come riferisce il quotidiano Il Messaggero, le proposte più generose arrivano dal settore digitale. BBVA riconosce il 4% annuo lordo per i primi sei mesi sulle somme fino a 200mila euro ai nuovi clienti che aprono il conto entro l’11 dicembre. ING offre il 4% per dodici mesi sul Conto Arancio, rispettando le condizioni previste, mentre Trade Republic propone il 3% sulla liquidità fino a 50mila euro. I conti deposito vincolati possono raggiungere il 4% lordo.

Il dato pubblicizzato, tuttavia, non coincide con il guadagno effettivo. Le offerte possono prevedere limiti alle somme remunerate, accredito dello stipendio, utilizzo della carta o apertura di prodotti aggiuntivi. Anche la durata conta: concluso il periodo promozionale, il tasso può ridursi sensibilmente o variare in base alle decisioni della Bce.

Sugli interessi maturati si applica inoltre una ritenuta del 26%. Un rendimento del 4% lordo scende così al 2,96% netto, prima degli eventuali costi. Per le persone fisiche si aggiunge l’imposta di bollo di 34,20 euro l’anno quando la giacenza media del conto supera i 5mila euro, salvo che venga sostenuta dalla banca.

Resta poi il confronto con l’inflazione. Con i prezzi in aumento del 3,8%, un conto al 4% lordo non riesce a proteggere interamente il potere d’acquisto del denaro dopo tasse e bollo. La perdita reale si riduce, ma non scompare.

Attenzione anche ai vincoli. Nei conti deposito i rendimenti maggiori possono essere subordinati al mantenimento delle somme per dodici mesi o più. Ritirare il denaro in anticipo può comportare la riduzione o la perdita degli interessi.

I depositi bancari sono generalmente protetti fino a 100mila euro per depositante e per singola banca. Prima di affidare somme importanti a un operatore estero è comunque opportuno verificare quale fondo di garanzia intervenga e dove venga custodita concretamente la liquidità.

Il conto remunerato può essere una soluzione per il fondo destinato alle emergenze o per il denaro che deve rimanere disponibile. Prima di aprirlo bisogna confrontare il rendimento netto, la durata della promozione, i requisiti, i costi e il tasso previsto alla scadenza. La domanda decisiva non è quanto renda oggi, ma quanto renderà tra sei o dodici mesi. Anche in questo caso, evitare di concentrare tutti i risparmi in un solo strumento resta la scelta più prudente.

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