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Le indagini

Nelle celle del carcere trovati tre cellulari e divese dosi di hascisc

Nelle celle del carcere trovati tre cellulari e divese dosi di hascisc

Rinvenuti anche due trasformatori e tre cavetti Usb durante una perquisizione ordinaria. Il Sappe elogia gli agenti e chiede organici e strumenti adeguati

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Uta Tre telefoni cellulari, due trasformatori, tre cavetti usb e piccole quantità di hascisc sono stati rinvenuti ieri mattina, 3 novembre, nella Casa circondariale di Cagliari-Uta, durante una perquisizione ordinaria effettuata dal personale di polizia penitenziaria in due celle. A darne notizia sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), e Luca Fais, segretario nazionale del Sappe per la Sardegna, che esprimono un plauso agli agenti dell’istituto cagliaritano per la professionalità, le capacità investigative e l’alto senso del dovere dimostrati nell’attività di servizio.
«Il rinvenimento di telefoni cellulari, accessori per la loro alimentazione e sostanze stupefacenti conferma quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione all’interno degli istituti penitenziari. Desideriamo rivolgere un sincero apprezzamento alle donne e agli uomini della polizia penitenziaria di Cagliari-Uta, che anche in questa occasione hanno dimostrato professionalità, capacità investigative e un elevato senso delle istituzioni», hanno dichiarato Capece e Fais. I due sindacalisti sottolineano come l’attività sia stata svolta nell’ambito dei controlli ordinari, a conferma dell’importanza della costante vigilanza e della capacità degli operatori di individuare e contrastare l’introduzione e la presenza di materiale non consentito nelle sezioni detentive. «La complessità dell’istituto cagliaritano e le difficoltà lavorative che quotidianamente caratterizzano i servizi non impediscono al personale di distinguersi per competenza, attenzione e spirito di sacrificio. Anzi, proprio in un contesto operativo particolarmente impegnativo emerge ancora una volta il valore della polizia penitenziaria, che svolge un lavoro delicato e fondamentale per la sicurezza dell’intero sistema», proseguono i rappresentanti del Sappe.
Capece e Fais evidenziano quindi la necessità di riconoscere concretamente l’impegno degli operatori penitenziari, garantendo organici adeguati, strumenti e condizioni di lavoro che consentano di affrontare con efficacia le molteplici esigenze degli istituti. (l.on)

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