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Reti idriche: dagli investimenti importanti innovazioni prima dell’estate
Sulla via dell’ammodernamento di infrastrutture e dell’efficientamento della gestione delle acque la Sardegna fa passi da gigante, anche grazie a Pnrr e fondi Ue
Se fino a 10 anni fa la Sardegna si annoverava tra le regioni italiane con il tasso di dispersione dell’acqua più elevato del Paese (secondo i dati Istat, nel 2012 il più alto in assoluto, di circa il 55%), oggi registra miglioramenti significativi che la avvicinano alla media nazionale. Di fronte alle rilevazioni Istat del 2022 secondo cui oltre il 42,4% dell’acqua potabile immessa nelle reti idriche italiane viene dispersa, risulta evidente come parlare di ammodernamento o innovazione in quest’ambito non possa prescindere da un discorso che parta dalla riqualificazione degli impianti esistenti. L’Italia rimane il Paese che preleva più acqua in Ue, un primato che i dati appena citati rimandano non tanto allo spreco ma alla necessità di lavorare all’efficienza delle reti idriche, un aspetto che ha attivato enti e aziende su tutta la penisola con l’obiettivo di salvaguardare una risorsa fondamentale e il benessere della popolazione.
Verso un futuro più efficiente La situazione infrastrutturale e gestionale della rete idrica sarda è stata negli anni al centro dell’attenzione per le sue evidenti criticità su vari livelli: dalle fasi di adduzione e potabilizzazione fino alla distribuzione a alla depurazione, le condizioni “fisiche” del sistema idrico e fognario della Sardegna hanno portato e portano a forti squilibri tanto nell’approvvigionamento quanto nella qualità dell’acqua approvvigionata, sia tra diverse aree interne alle regione sia in relazione al resto della penisola. Una condizione che l’isola condivide con la Sicilia, a cui si unisce come una delle regioni in cui le perdite in distribuzione sono più ingenti e dove l’utenza si dichiara meno fiduciosa a bere l’acqua del rubinetto (i dati sono del 2025), ma è proprio da queste che procede il moto più deciso verso un miglioramento delle infrastrutture e dei servizi di gestione dell’acqua. In Sardegna, Abbanoa S.p.A. è protagonista di un’evoluzione del sistema idrico dell’isola ora in via di perfezionamento grazie agli ultimi progetti ammessi a finanziamento dal Ministero delle Infrastrutture nell’ambito della Missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” di assegnazione dei fondi Pnrr.
Le prossime tappe dell’innovazione della rete idrica sarda Dal 2005, quando diventa gestore unico del servizio idrico integrato regionale, Abbanoa S.p.A. si pone l’obiettivo di rinnovare la situazione di un sistema idrico che allora registrava un valore assoluto di perdite d’acqua al 60%. Una sfida che, più che mai in Sardegna, ha reso evidente come parlare di ammodernamento o innovazione in quest’ambito non possa prescindere da un discorso che parta dalla riqualificazione degli impianti esistenti. Da un grande lavoro di riorganizzazione e di capitalizzazione, Abbanoa è riuscita a risollevare la situazione dell’approvvigionamento idrico in Sardegna, che si prepara oggi a vedere rivoluzionati i sistemi fognari di quattro importanti località costiere: Quartu, Platamona, Castelsardo e Lu Bagnu.
Gli investimenti e le sinergie L’introduzione di un collettore fognario nella città di Quartu Sant’Elena si articola nella realizzazione di circa un chilometro e mezzo di condotte con tecniche innovative e una nuova stazione di pompaggio; a Platamona i chilometri del nuovo collettore fognario saranno 7, intervallati da otto stazioni di sollevamento e comunicanti con il depuratore consortile di Sorso (già realizzato da Abbanoa) per convogliare i reflui prodotti negli insediamenti turistici del litorale; a Castelsardo e Lu Bagnu, l’intero schema fognario e depurativo viene innovato con un sistema di trattamento avanzato, basato su fanghi attivi con l’inserimento di reattori a membrane. Negli investimenti di Abbanoa in Sardegna (per complessivi 42 milioni di euro) si legge l’intercettazione di un bisogno primario per l’isola e per il Paese e lo sviluppo di soluzioni che dal primo momento hanno messo al centro il dialogo con gli enti pubblici, sia in Italia sia in Europa. L’obiettivo di ridurre la dispersione idrica e di assicurare una fornitura equa e costante ha portato la società a lavorare in sintonia con i propri cittadini e con l’Unione europea, con cui collabora per un’ulteriore accelerazione all’efficientamento delle reti idriche, con maxiappalti che consentiranno di investire quasi cento milioni di euro in progetti dedicati: i 42 milioni di euro di fondi Pnrr si aggiungono ai 55 milioni di Fondi di Sviluppo e Coesione (Fsc) ottenuti dall’Ue.
