Stop all’autovelox di San Teodoro: infliggeva 800 multe al giorno

Sequestrato dalla Procura di Nuoro il «tutor» privo di autorizzazione: raffica di denunce da tutta l’Italia

NUORO. Le prime quattro segnalazioni di giovedì erano solo un minuscolo assaggio della valanga con pesanti strascichi investigativi che si stava per abbattere di lì a poco e che alle 12 di ieri è approdata anche in un maxi vertice in prefettura: ieri, infatti, mentre la polizia stradale nuorese, con tanto di preciso mandato della Procura, sequestrava il computer-server, una montagna di carte e verbali al Comune di San Teodoro, interrogava i vigili urbani, metteva i sigilli al contestatissimo tutor sulla 131 dcn, e induceva di fatto il sindaco Tonino Meloni ad annullare i verbali in regime di autotutela, da tutta Italia sono cominciate a piovere una raffica di denunce per altrettante multe emesse dal sistema di rilevazione della velocità media. Un sistema che ha sfornato sinora una marea di sanzioni senza avere le necessarie autorizzazioni per farlo, a cominciare da quella finale della stessa prefettura.

Il d-day. È il d-day del tutor, insomma, quello che va in onda ieri per tutto il giorno tra il palazzo della prefettura nuorese, in via Deffenu, il municipio e il comando della polizia municipale di San Teodoro, e quei nove chilometri di statale 131 dcn tra San Teodoro e Ovilò dove fino ad avant’ieri notte, l’ormai famigerato tutor ha imperversato sfornando multe come una macchinetta infernale e senza controllo. Perché la vera notizia, oltre al sequestro dell’intero impianto disposto dal pm Luca Forteleoni ed eseguito dagli uomini della polizia stradale guidati da Raffaele Angioni, è che i verbali emessi dal Comune sono molti di più di quelli che all’inizio si pensava e soprattutto sono cominciati a partire sin dal primo istante. Dall’indomani dell’installazione dell’impianto al bivio di San Teodoro, lo scorso 4 agosto. Ebbene, è dal giorno dopo che il Comune comincia a contestare i primi verbali: lo confermano le stesse decine di telefonate da mezza Italia arrivate ieri mattina anche al giornale.

Ottocento verbali. Secondo una prima stima il numero di verbali fatti dal 5 agosto scorso ad avant’ieri si aggira quantomeno su un numero di 800 al giorno. Una vera marea. Un oceano sterminato di infrazioni che non sono state tuttavia ancora notificate a tutti gli automobilisti interessati. In totale, dunque, in questi poco più di due mesi di “lavoro” ininterrotto del tutor, calcolando una media di 100 euro a multa, il sistema avrebbe “fruttato” alle casse del Comune di San Teodoro circa 4 milioni e 800mila euro. Una cifra stellare, anche se una metà, in base alle norme più recenti, sarebbe dovuta andare all’Anas, e lo stesso Comune in ogni caso se ne sarebbe dovuto servire per destinarla al settore sicurezza stradale. Resta in ogni caso una cifra di tutto rilievo, anche se calcolata in linea teorica, e mai arrivata, neppure in piccola parte, nelle casse dell’amministrazione civica.

Le denunce da tutta Italia. Ma ieri, tra uno strascico giudiziario e l’altro, tra un’irruzione in municipio e al comando dei vigili da parte di uomini della polstrada nuorese e le pieghe dell’inchiesta, sono soprattutto le denunce che arrivano da tutta Italia a farla da padrone. Anche al giornale, per tutto il giorno, i telefoni trillano impazziti e le mail arrivano senza sosta.

Tra tante segnalazioni ce ne sono alcune che strappano persino qualche sorriso o sollevano interrogativi inquietanti. Si scopre, ad esempio, che in mezzo ai multati, sin dai primi di agosto – quando il tutor non solo non aveva tutte le autorizzazioni necessarie ma ufficialmente funzionava solo come sistema di monitoraggio della velocità – ci sono un giornalista del Sole 24 Ore, e un’auto di una tv romana. Il problema è che quest’ultima non aveva mai varcato i confini del Tirreno e dunque non si capisce come possa essere stata multata dall’impianto tutor a San Teodoro.

Quanto al giornalista che collabora con Il Sole 24 Ore, stando a quanto segnala, è stato multato il 6 agosto quando si stava dirigendo verso Olbia per prendere il traghetto e tornare nella Penisola. Ma le altre segnalazioni non si contano: ci sono due artigiani di Trento, i primi multati in coppia il 19 agosto scorso. Ci sono un gruppetto di studenti universitari di Roma. «Abbiamo collezionato 5 multe in una settimana _ raccontano – per una media di 162 euro a multa. Eravamo appena sbarcati dalla nave a Olbia». Insomma: una vera carneficina. Le ipotesi di reato sulle quali sta indagando in queste ore il pm Forteleoni con la polizia stradale nuorese sono diverse, a cominciare dal falso in atto pubblico.

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