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Cantieri a rischio, il sindaco chiede un incontro in Regione

di Mattia Sanna
Cantieri a rischio, il sindaco chiede un incontro in Regione

ORGOSOLO. Cantieri a rischio estinzione. Il sindaco chiede un incontro urgente al neo assessore sardo all’ambiente Donatella Spano. Non é certo un periodo facile per l’occupazione. Una serie di...

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ORGOSOLO. Cantieri a rischio estinzione. Il sindaco chiede un incontro urgente al neo assessore sardo all’ambiente Donatella Spano. Non é certo un periodo facile per l’occupazione. Una serie di circostanze poco incoraggianti complicano ulteriormente la difficile situazione economica e sociale.

Dopo la doccia fredda, servita dalla Corte costituzionale, la quale, con una recente sentenza, ha cassato la disposizione regionale, che consente nuovi impieghi, tramite il particolare sistema di reclutamento a termine. Ed il conseguente stallo nelle assunzioni già programmate. Il primo cittadino del paese dei murales ha convocato immediatamente gli operai, aprendo un tavolo di confronto. Un tavolo, rinnovatosi con l’incontro di martedì scorso, dal quale sono emerse tutte le ansie e le preoccupazioni di chi aspetta da tempo una opportunità.

Di fronte ad una situazione di pesante crisi generale. Un’opportunità fin qui riconosciuta, nel borgo barbaricino, a ben quarantotto persone, impegnate nella valorizzazione e manutenzione del patrimonio boschivo. Tra cantieri verdi, per i quali il consiglio comunale ha deliberato, il 28 aprile, una perimetrazione, ex novo, delle aree oggetto d’intervento, e il cantiere di “Su Sercone”, rifinanziato dall’ultima legge di stabilità della Sardegna. Ammortizzatori sociali veri e propri, che danno un po’ di respiro ad una comunità dell’entroterra, particolarmente compromessa dalla spopolamento, dalla emigrazione dei giovani e dalla crisi delle campagne.

«Uno strumento di lotta alle povertà – dichiara Dionigi Deledda – la cui abolizione determinerà la morte dei nostri centri». Il sindaco chiama, allora, a raccolta tutti gli amministratori delle realtà interessate da questa seria problematica. Così da promuovere una protesta comune ed un’azione di sensibilizzazione delle diverse istituzioni coinvolte. A cominciare dall’ente foreste, il quale da anni, ormai, applica il blocco del cosiddetto turnover. Con il risultato che in servizio si hanno ben settanta forze lavoro in meno. E tra dieci anni, si potrebbe arrivare al pensionamento globale di coloro che sono attualmente in servizio.

Del complesso di Iseri, ad esempio, lamentano alcuni operai, dei suoi quasi millenovecento ettari, non si occupa più nessuno. In quanto, le diverse squadre sono state trasferite in località Montes.

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