“Ponte fai da te”, presidio permamente
La popolazione pronta a evitare che le ruspe demoliscano la bretella che collega le sponde del fiume Cedrino sotto Oloè
di Pier Luigi Piredda
OLIENA
Rabbia e delusione, ma anche tanta voglia di non arrendersi. L’ordinanza di demolizione del “ponte fai da te” sotto il ponte crollato di Oloè ha gettato nello sconforto le comunità del Corrasi. La prima reazione è stata quella di presidiare la zona e battersi con tutte le forze per evitare che il provvedimento venga messo in pratica, ma poi la ragione ha preso il sopravvento e insieme anche l’idea che si possa comunque trovare una scappatoia per evitare che vengano completamente vanificati l’impegno, il sacrificio e anche le risorse economiche messe a disposizione da un gruppo di pastori, stanchi di percorrere decine e decine di chilometri per poter raggiungere i loro poderi. Quella bretella provvisoria che collega le due sponde del fiume Cedrino è stata realizzata proprio con quest’obiettivo, ma è stata subito sfruttata da tutti quelli che dal 18 novembre sono stati costretti a fare decine di chilometri in più per raggiungere il capoluogo e, viceversa, il mare e anche dai turisti.
Ma è innegabile che quel tratto di sterrato è pericoloso, molto pericoloso in condizioni climatiche come quelle di questi giorni, con pioggia torrenziale fuori stagione e la concreta possibilità che il Cedrino possa ingrossarsi, portandosi così via tutto ciò che incontra sul suo cammino. Compresa la bretella e chi eventualmente stesse transitando nel momento in cui l’ondata di piena avrebbe la massima spinta. «È assurdo –sostiene il consigliere regionale dei Riformatori, l’olianese Luigi Crisponi – che si decida di chiudere il viadottino creato attraverso la disponibilità di volenterosi abitanti di Oliena, in ragione di una richiesta di demolizione avanzata dalla Provincia al Comune. Ma d’altra parte, non voglio trascurare i rischi connessi al transito dello sterrato. Però – conclude – non mi pare che l’intervento nel ponte di Sa Hida, seppure fatto con tutte le autorizzazioni necessarie, sia maggiormente affidabile. Ribadisco comunque che la sicurezza della popolazione viene sempre al primo posto, magari si potrebbe trovare un escamotage».
«Siamo consapevoli dei rischi e dei pericoli ai quali andiamo incontro, percorrendo quella lingua di terra, che i tecnici giudicano poco sicura – hanno ribadito olianesi e dorgalesi che in questi giorni stanno transitando a decine sulla bretella fai da te –. Ma è anche paradossale osservare che gli stessi esperti che ora chiedono la demolizione del nostro passaggio, ritenessero stabile il ponte crollato il 18 novembre». Per questo, avevano pensato di presidiare il passaggio per contrastare l’arrivo delle ruspe, ma poi hanno deciso di non alimentare la tensione «anche se continueremo a percorrere la bretella – dicono – naturalmente usando tutta la prudenza e le attenzioni possibili. Non ci può essere impedito di raggiungere le nostre aziende in maniera più agevole». (ha collaborato Mattia Sanna)
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