L’Ostello immerso nella desolazione
La struttura alberghiera di Farcana appena assegnata a un raggruppamento d’imprese è in condizioni davvero precarie
NUORO. L’Ostello della gioventù sul Monte Ortobene potrebbe riaprire già quest’estate. Almeno queste sono le intenzioni dei nuovi gestori che si sono aggiudicati l’appalto per rilevare la struttura di Farcana, farla decollare e gestirla. Ma non sarà facile. Perché l’Ostello è in condizioni disastrose, così come l’area circostante. Il paradiso verde di Nuoro, almeno per quanto riguarda quella zona del Monte Ortobene, assomiglia molto di più all’inferno. Tutto in stato di abbandono.
A cominciare dalla strada che porta a Farcana. Dopo aver percorso i primi tre chilometri di salita del Monte Ortobene, dalla chiesetta della Solitudine fino al bivio, infilarsi nella discesa che porta all’Ostello, alla piscina, al campo di calcio (!?) e alle altre strutture sportive (!?), è come scendere nel girone dei dannati dell’Inferno dantesco. Abbandono e desolazione. Alberi con le fronde che sfiorano il terreno e quasi impediscono il passaggio anche a piedi, erba alta e rifiuti.
Azzardato anche soltanto definire strutture sportive i resti di quello che un tempo lo erano anche state. E pure di pregio. Il campo di calcio? S’intuisce che una volta si giocava a pallone perché su un lato c’è una tribunetta in cemento (anzi, anche questi sono resti di una struttura che fu) e dalla recinzione arrugginita che esiste ancora qua e la a delimitare il rettangolo di gioco, dove è assolutamente impensabile anche soltanto pensare di dare due calci a un pallone. Gli spogliatoi sono stati devastati e sono ormai ruderi pericolosi. La piscina è recintata e, forse, è l’unica struttura sportiva che può diventare utilizzabile in breve tempo. I campi di calcetto e quelli da tennis sono impraticabili con enormi buche.
E poi l’Ostello, avvolto dai rami degli alberi che sono quasi riusciti a entrare dentro i locali attraverso alcune finestre rimaste aperte. Le pareti completamente scrostate dalle intemperie. E a rendere il tutto ancora più irreale, nel cuore di quello che viene giustamente definito il paradiso verde di Nuoro, sono le piramidi azzurre che sbucano qua e la sul tetto dell’Ostello, prendendosi a pugni con il verde circostante.
Piramidi di metallo realizzate per cercare di sopperire a un problema strutturale che avrebbe impedito l’utilizzo dell’Ostello: l’altezza dei locali. Troppo bassi i solai per ottenere l’autorizzazione da parte della Commissione di vigilanza e quindi l’apertura dell’albergo. Le piramidi azzurre sono state sistemate proprio per poter arrivare all’altezza utile per ottenere il via libera.
Ma un vincolo è comunque rimasto ed è relativo alla capienza: solo 25 posti letto, anziché gli oltre 50 ipotizzati quando la struttura era stata realizzata. Forse anche per tutta questa serie di motivi, l’Ostello è stato aggiudicato a base d’asta a 165mila euro per 20 anni (poco più di 8mila euro all’anno) a un raggruppamento temporaneo di imprese formato da “Alternatura”, una cooperativa sociale di Nuoro, che svolgerà il ruolo di capofila, e dal ristorante “il Querceto” di Dorgali. Ma i gestori dovranno addossarsi le spese di ristrutturazione, che potranno scontare dai soldi per l’aggiudicazione. L’Ostello dovrà restare aperto per otto mesi nei primi tre anni e successivamente per dieci mesi. (plp)
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