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Nuoro

I pani rituali di Borore conquistano Milano

 I pani rituali di Borore conquistano Milano

I pezzi esposti al museo hanno ottenuto grandi consensi al “Terragir 2”, evento clou delle produzioni agroalimentari italiane

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BORORE. I pani rituali della Sardegna che fanno parte della collezione del Museo del pane di Borore e un laboratorio di panificazione domestica, realizzato sempre dal Museo del Pane, hanno suscitato grande curiosità e interesse al Terragir 2 di Milano, un evento che promuove il meglio delle produzioni agroalimentari al quale ha partecipato anche la provincia di Nuoro. Il Museo del Pane rituale l’ha rappresentata nel migliore dei modi, con il pane delle feste e delle ricorrenze lavorato con i mille ricami di pasta che le donne realizzano con grande abilità, e con il laboratorio attraverso il quale è stato offerto un saggio della lavorazione del pane, un processo complesso che parte dall’impasto, passa per la lievitazione e la lavorazione attraverso la quale si arriva alle forme elaborate, autentiche sculture di pasta lievitata, e si conclude con la cottura, il processo finale che richiede abilità ed esperienza, soprattutto se fatta al forno a legna.

Ma il pane non era l’unico elemento di richiamo che ha suscitato la curiosità del pubblico. Nello spazio della provincia di Nuoro c’è stato un momento informativo dedicato alla storia del cannonanu nella quale Borore occupa un posto importante. Nel sito archeologico Duos Nuraghes, infatti, nel corso di una campagna di scavi sono stati ritrovati dei vinaccioli datati al 1500 a. C. i quali dimostrano la presenza in zona di questo tipo di vitigno 3500 anni fa.

Al centro dell’interesse, però, era soprattutto il pane preparato da Maria Antonietta Careddu, Giuseppina Piras e Serenella Spensatellu, che ha presentato anche i dolci di sapa. «La proposta di due prodotti apparentemente comuni come il pane ed il vino – dice il sindaco, Tore Ghisu, – si è rivelata una scelta felice. Ha infatti raccontato il legame con la storia e la tradizione tramandata dalla capacità e dalla passione delle donne. Ed è stata la conferma della validità di un museo voluto dall’amministrazione comunale, che non è una struttura statica ma un centro di studio, tutela e promozione della tradizione del pane che accompagna i momenti della vita delle persone e delle comunità e le diverse stagioni». (t.g.t.)

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