Lavori al corso, continua l’odissea
L’assessore Gian Franco Congiu: «Maltempo e imprevisti hanno ritardato l’attività dell’impresa»
MACOMER. La fine dei lavori di riqualificazione del corso Umberto non sembra essere imminente. L’assessore ai lavori pubblici, Gian Franco Congiu, spiega le cause dei ritardi che hanno impediscono di completarli prima dell’estate. Maltempo e imprevisti hanno rallentato notevolmente l’attività dell’impresa, che però non ha dispiegato mezzi e manodopera in misura tale da imprimere all’attività un ritmo serrato. Il cantiere, intanto, ha superato l’incrocio con la via Roma e sta interessando il lato sinistro del marciapiede in direzione della stazione nel tratto fino a piazza Della Vittoria, dove tra qualche giorno non si potrà parcheggiare. Come è avvenuto per la parte bassa della via principale, anche in questo tratto del Corso si prevedono disagi. L’auspicio dei commercianti è che l’esperienza della parte bassa abbia insegnato qualcosa e che i tempi di esecuzione dei lavori siano più snelli. L’assessore Congiu spiega come si è proceduto e a che punto sono le cose. «Nella gestione di un appalto complesso come quello che riguarda la riqualificazione del corso Umberto – dice –, la nostra amministrazione ha scelto la via della massima informazione e condivisione con utenti e cittadini, nella consapevolezza che quando si parla di opere pubbliche a Macomer, balzano alla memoria gli anni in cui la città era un continuo cantiere a cielo aperto dove a una feconda attività, per così dire demolitiva, non si contrapponeva un’altrettanta rapida attività ricostruttiva. Gli ampi spazi tutt’ora degradati ne sono la dimostrazione. È parso quindi doveroso avvicinare il progetto del Corso alla città ed è per questo che il 13 novembre si è svolto un pubblico incontro in cui sono state suggerite (da parte soprattutto dei commercianti) piccole ma significative modifiche progettuali, alle quali si sono sommate a quelle proposte della giunta comunale che chiedeva di variare alcuni materiali di pavimentazione e di recuperare i vecchi cordoli in basalto». Da qui la necessità di approvare una perizia di variante, legata anche alla presenza di una fogna da rifare con i relativi allacci alle case. Congiu spiega che il Corso è sottoposto a tutela e vincolo storico, architettonico e paesaggistico, per cui si è reso necessario inviare anche alla Soprintendenza un nuovo progetto e attendere il nullaosta. «Tutte le varianti proposte – dice – non hanno prodotto alcuna sospensione dei lavori e l’impresa ha proseguito nella sua attività di cantiere». Nella quale dal 10 febbraio al 6 marzo ha impiegato quattro operai e sette dal 12 marzo in poi.