Abusi edilizi, quattro a giudizio
Per l’accusa avevano costruito troppo vicino all’alveo di un canale
NUORO. Si è aperto ieri mattina, ma subito dopo è stato rinviato al 20 maggio, il processo che vede quattro abitanti di Budoni e di Nuoro, tra i quali il responsabile dell’ufficio tecnico nel 2007, a giudizio a vario titolo con l’accusa di abusi edilizi e varie omissioni. Secondo la Procura che poi ne ha ottenuto il rinvio a giudizio, infatti, i quattro avevano ottenuto la concessione edilizia, e in seguito avevano anche costruito alcune costruzioni, in un’area dove non avrebbero dovuto. Ovvero vicino a un canale di scolo delle acque pubbliche. Il fatto di costruire lì non era un dato di poco conto, visto che avrebbe potuto provocare «un ingiusto danno per tutti gli abitanti della zona, che vedevano accrescere notevolmente il rischio di essere colpiti da inondazioni». I proprietari delle costruzioni ritenute abusive che ieri sono finiti a processo sono Pietro Piras, di Nuoro, Michele Manca, di Budoni, Giovanni Santo Ventroni, di Budoni. I tre, stando all’accusa, «in concorso tra loro, Piras in qualità di proprietario dell’area e di committente, Manca e Ventroni di esecutori materiali, abusivamente realizzavano» diverse opere edilizie in un’area distante pochi metri dall’alveo di un fiume, e senza avere «il preventivo nulla osta del Genio civile, e in violazione delle norme sulle distanze obbligatorie delle costruzioni dai corsi d’acqua». Il quarto imputato è Piero Porcheddu, di Budoni, che secondo l’accusa avrebbe dato ai proprietari dei terreni diverse concessioni che violavano le norme. Secondo gli avvocati Lorenzo Palermo, Lorenzo Soro, e Pierangelo Trudda, i quattro imputati non hanno commesso alcun abuso edilizio. (v.g.)