La Nuova Sardegna

Nuoro

Anche Bolotana chiede l’arrivo del gas

di Federico Sedda
Anche Bolotana chiede l’arrivo del gas

Il consiglio comunale ha aderito al documento proposto dai sindaci dei Comuni del Consorzio

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BOLOTANA. Anche il consiglio comunale di Bolotana, nella seduta che si è tenuta il 30 aprile scorso, ha fatto proprio il documento proposto dai sindaci dei comuni che fanno parte del Consorzio industriale provinciale (Noragugume, Ottana, Bolotana, Macomer, Borore, Siniscola, Lula e Galtelli) e dalla Provincia nel quale si chiede alla Regione un intervento risolutivo per accelerare il processo di metanizzazione dell’isola.

«L’obiettivo – si legge nell’ordine del giorno approvato all’unanimità – è quello di rendere credibile la conversione della centrale di Ottana a ciclo combinato a gas entro un paio di anni».

L’appello è rivolto, in particolare, al presidente della giunta regionale, Francesco Pigliaru, al quale i sindaci chiedono un deciso passo avanti sull’avvio del processo di metanizzazione della Sardegna.

«Un obiettivo – sottolinea il documento – che deve essere prioritario soprattutto ora che la vicenda del gasdotto Galsi pare non debba giungere ad alcun esito positivo».

Dalla soluzione del problema della riconversione energetica dipende la proroga della cosiddetta essenzialità della centrale elettrica di Ottana Energia, che prevede la fornitura per la sicurezza della rete in regime di prezzi amministrati, cioè fuori mercato.

«Il ministero e l’autorità per l’energia elettrica e il gas – ricorda la nota approvata dal consiglio comunale – ha concesso la qualifica di essenzialità per l’anno 2013 anche alla centrale di Ottana, così come a quasi tutti gli impianti di produzione sardi, obbligandola, però, a convertire gli impianti entro il 2014».

Accantonato, almeno per ora, il progetto riconversione a carbone e svanito il Galsi, la centrale elettrica di Ottana rischia di continuare a marciare a olio combustibile rimanendo così fuori dalle nuove normative sull’energia e compromettendo il regime di essenzialità.

«La mancata riconversione – sottolinea il documento – avrebbe ripercussioni sulla concessione dell’essenzialità, causando conseguentemente la chiusura della centrale e dell’impianto chimico, con gravi ripercussioni sul Consorzio industriale provinciale”. Da qui la richiesta al ministero “di consentire la continuità produttiva dell’impianto rinnovando l’essenzialità fino all’arrivo del gas in provincia di Nuoro». Già, fino quando?

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