Resta ai domiciliari il presidente dei pastori di Irgoli
Per Murru convalida dell’arresto e della misura cautelare L’avvocato: «Il mio cliente è l’unica vittima di questa storia»
IRGOLI. Convalida dell'arresto e della misura cautelare della detenzione ai domiciliari. E' quanto ha deciso ieri il gip Mauro Pusceddu per Egidio Murrru, il presidente della cooperativa Unità Pastori di Irgoli fermato dai carabinieri martedì sera con l'accusa di minacce e detenzione illegale di arma da fuoco al termine di un burrascoso incontro tra soci nella sede della coop. Difeso dall'avvocato Milena Patteri, Murru ha provato ad alleggerire, se non addirittura a ribaltare, la sua posizione di imputato senza però evidentemente riuscire a sminuire la tesi accusatoria contenuta nel rapporto redatto dai carabinieri del Comando di Siniscola. «Attendiamo di conoscere nel dettaglio le motivazioni – ha dichiarato l'avvocatessa nuorese non appena conosciuta la decisione del Gip – ma è nostra ferma intenzione presentare ricorso al Tribunale del riesame perché la verità di quanto accaduto deve venire alla luce nella sua corretta dinamica dei fatti». Secondo la tesi difensiva non sarebbe stato Egidio Murru a minacciare nessuno ma al contrario sarebbero stati lui e la moglie (presente all'incontro in quanto ricopre a titolo gratuito il ruolo di segretaria della coop) ad essere aggrediti e minacciati da alcuni soci che nonostante non fossero in regola con il versamento delle quote associative pretendevano egualmente il rilascio dei certificati per potere riscuotere i primi di produzione. Da qui l'inasprimento della discussione che si sarebbe fatta sempre più accesa tanto che la prima chiamata di allarme fatta ai carabinieri sarebbe stata effettuata dallo stesso presidente. Una telefonata che non avrebbe però calmato gli animi. Anzi, sempre secondo il racconto dell'accusato, alcuni pastori avrebbero tentato di forzare i cassetti della scrivania per impossessarsi dei certificati strattonando malamente sua moglie che nella colluttazione avrebbe riportato alcune ecchimosi ed escoriazioni. Ed è proprio dentro quel cassetto che Egidio Murru aveva momentaneamente riposto il suo revolver calibro 38 che quella sera aveva portato con sé pur non avendone l'autorizzazione. «Ho avuto paura che se ne impossessassero loro – ha detto Murru al Gip – per questo ho preso la pistola in mano senza però minacciare nessuno». A questo punto sono stati gli altri pastori a chiedere l'intervento dei carabinieri del paese che, arrivati sul posto, hanno fermato il presidente. «E' il mio cliente la vittima in tutta questa storia e non escludiamo di sporgere una contro querela contro i suoi aggressori – dice l'avvocato Patteri –. L'unica sua colpa è stata quella di aver portato fuori casa la pistola ma solo perché doveva poi portarla a farla riparare».