Adiconsum: guerra alle bollette pazze
L’Associazione dei consumatori contro Abbanoa. Laura Deriu annuncia che è stata avviata la conciliazione paritetica
TORTOLI. L’Adiconsum (Associazione difesa consumatori e ambiente promossa dalla Cisl) Ogliastra fa il punto sulla situazione con Abbanoa. Precisando subito che «è avviata la conciliazione paritetica per le cartelle pazze, fatture e diffide di pagamento per periodi caduti in prescrizione». La reggente dell’Adiconsum Ogliastra, Laura Deriu, presenta subito dei numeri: «Dal 2011 a oggi sono state circa 180 le “cartelle pazze” che abbiamo contestato ad Abbanoa tramite l’invio del ricorso e/o della conciliazione. Adiconsum Ogliastra è anche intervenuta per chiedere la regolarizzazione di fatture e diffide di pagamento che riguardano una serie di circa 25 problematiche diverse riscontrate nella gestione del servizio». Deriu cita diversi esempi: «L’errata lettura del contatore o che lo stesso sia illeggibile; rispetto dei tempi degli interventi in caso di riparazione dei guasti, indicati nella Carta del S.I.I. e/o nel contratto di somministrazione; peggioramento della qualità del servizio, al di sotto delle soglie standard previste nella carta del servizio e/o nel contratto di somministrazione; consumi eccessivi dovuti a perdite occulte, o anche elevati dovuti a presunto guasto del contatore; erroneo addebito del costo del servizio fognario e di depurazione; utenza non allacciata alla pubblica fognatura; doppio pagamento di una fattura; rispetto dei tempi indicati nella Carta del S.I.I. nell’espletamento dell’avvio, della chiusura, della modifica contrattuale; errata fatturazione consumi; errata attribuzione della tipologia d’uso; altri disservizi relativi alla mancata osservazione delle clausole contenute nei contratti di fornitura».
La reggente dell’Adiconsum Ogliastra – con sedi a Tortolì e Lanusei, sempre nelle strutture della Cisl – ricorda anche che, spesso la fatturazione era stata inviata per consumi ante quinquennio e che dunque ricomprendono periodi di consumi oramai caduti in prescrizione: «L’articolo 2948 del Codice civile prevede che si prescrive in cinque anni tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi (bimestre) con decorrenza dal giorno in cui si può far valere il diritto. Alla data del primo giorno del mese in corso, sono da considerarsi prescritti i consumi realizzati sino alla data del 30 aprile 2009, se non richiesti entro i cinque anni con lettera raccomandata. Dunque, questi consumi non sono più dovuti. Occorre fare bene attenzione: chi paga perde il diritto ad opporre l’intervenuta prescrizione. E di fatto accetta l’esistenza di un debito. Le somme pagate non possono essere ripetute». Laura Deriu passa al punto relativo alla scarsa informazione: «Purtroppo, la prescrizione può essere fatta valere soltanto dalle persone che hanno consapevolezza del diritto e su come questo possa essere esercitato (evitando di pagare e eccependo l’intervenuta prescrizione). Ma la stragrande maggior parte degli utenti non sono in possesso di queste informazioni. Con la conseguente certezza che pagando quanto preteso illegittimamente da Abbanoa, si avrà la perdita del diritto e delle relative somme».
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