Assalto al portavalori, l’imputato dallo psichiatra
Il perito per ora non esclude che Demontis faccia una «simulazione incosciente» Si allungano i tempi per la vicenda della rapina fallita a Monte Pitzinnu
NUORO. Per il perito le sue condizioni di salute psico-fisica lasciano più di qualche dubbio, ma in ogni caso allo stato attuale, Angelo Demontis, «non può partecipare in modo consapevole al processo che lo riguarda». Perché non è nel pieno delle proprie capacità mentali. O così, almeno, sembra. Tra sei mesi, lo stesso perito proverà a riesaminarlo, ma per ora le speranze, per l’accusa, di trovarlo in aula sono davvero ridotte. Rischia di non vedere una fine immediata, dunque, la vicenda giudiziaria nata da uno degli assalti ai portavalori che più, negli ultimi anni, ha fatto scalpore in provincia di Nuoro. È il colpo fallito a un furgone portavalori all’altezza di Monte Pitzinnu, sulla strada tra Nuoro e Siniscola. Era il primo dicembre del 2011 e dopo l’assalto, in quel tratto della statale, sembrava fosse appena passato l’inferno: il furgone portavalori, infatti, si era scontrato con il furgone dei banditi, ma era riuscito a proseguire la corsa e a percorrere qualche decina di metri. L’impatto tra i due mezzi, tuttavia, era stato così forte da rendere inservibile l’utilitaria dei banditi. Uno di questi ultimi, evidentemente, nello schianto era rimasto ferito e i suoi complici allora lo avevano caricato su un’altra auto, per poi abbandonarlo sanguinante e in stato di incoscienza vicino a un distributore di carburante. Questa, almeno, è statata la ricostruzione fatta dall’accusa. Certo è che l’uomo trovato sanguinante vicino al distributore di benzina era proprio Angelo Demontis, di Escalaplano. Che da allora, e nonostante le cure ricevute, da quello schianto non si è mai ripreso.
Il pm Giorgio Bocciarelli ha atteso a lungo, nella speranza che prima o poi l’uomo fosse nelle condizioni di rispondere alle sue domande. E magari potesse anche spiegare con chi, quel giorno di dicembre, stesse aspettando il portavalori sulla Nuoro-Siniscola. E nel frattempo il pm ha chiesto comunque che Demontis venisse rinviato a giudizio con l’accusa di essere uno dei componenti del commando di Monte Pitzinnu. Il conducente del furgone che ci si era schiantata sopra, e che aveva riportato anche le ferite più gravi. Dopo alcuni mesi trascorsi in stato di coma, in ospedale, sembrava tuttavia che per Demontis la situazione di salute fosse in via di miglioramento e potesse dunque affrontare anche un processo. Ma la perizia fatta su di lui e illustrata ieri al gup Claudio Cozzella, dallo psichiatra Pasquale Trebisonna, lascia aperti molti interrogativi sullo stato di salute dell’imputato. Trebisonna, per il momento, si è riservato di fare una nuova valutazione di Demontis tra sei mesi. Ma per il momento, ieri mattina, non ha escluso neppure che l’uomo stia mettendo in atto una sorta di «simulazione incosciente».
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