Trasporti urbani a rischio dopo la delibera comunale
Macomer, perplessità dopo la politica di risparmio annunciata dalla Regione Ma il Comune assicura che farà quanto possibile per assicurare il servizio
MACOMER. Con una recente delibera del consiglio comunale la gestione del servizio di trasporto urbano è stata trasferita alla Regione. Non sono mancate le perplessità alimentate dalla preoccupazione che nell’ambito delle politiche di risparmio la Regione finisca per ridurlo, se non tagliarlo. Trasferire il servizio non significa che il Comune se ne sia lavato le mani e che si stia andando verso lo smantellamento. I bus che collegano i diversi rioni dell’abitato e, in particolare, le stazioni e il poliambulatorio del distretto sanitario, continueranno a viaggiare, anche se qualche preoccupazione nasce dalle dichiarazioni dell’assessore ai Trasporti, Massimo Deiana, durante un’audizione di fronte alla Quarta Commissione del Consiglio regionale. Deiana ha detto che il sistema del trasporto pubblico locale così com’è attualmente non è più sostenibile perché, fra Arst, municipalizzate, Trenitalia e privati costa circa 180 milioni. La paura è che, se si deciderà di tagliare, si inizi con i comuni più piccoli e Macomer è tra questi. A Macomer non esiste una società municipalizzata che gestisce il trasporto urbano. Finora ha fatto capo al comune, ma di fatto è stato pagato dalla Regione. L’appalto è stato affidato alle Ferrovie della Sardegna, poi confluite nell’Arst, fin dall’attivazione del servizio nel 2001. Di fatto la Regione sui sta riprendendo il servizio e che affiderà poi con contratti che gestirà da sé, così come ha fatto a Oristano. Il comune non può accollarsi l’onere di gestire in proprio il servizio o di gestirlo nella percentuale prevista dalla Regione, per cui il trasferimento della gestione era una strada obbligata, ma è anche un salto nel buio, soprattutto dopo le dichiarazioni dell’assessore regionale Deiana. Il contratto di gestione del servizio con l’Arst è scaduto nel 2010, per cui negli ultimi anni si è andati avanti in regime di proroga. Inevitabile un trasferimento alla Regione, anche perché il comune non può farsene carico se non aprendo una voragine nel bilancio. La Regione, in ogni caso, farà a Macomer quanto ha già fatto con il comune di Oristano garantendo la proroga dei servizi a tutto il 2016. In attesa del piano di trasporti, dunque, si andrà avanti con le proroghe di gestione, per cui la continuità del servizio sarà garantita dall’Arst. In Sardegna Macomer è uno dei pochi comuni non capoluogo di Provincia che ha avuto l’istituzione del servizio. All’inizio è stato accolto tiepidamente dalla popolazione. Oggi è irrinunciabile, soprattutto nei collegamenti con le stazioni e i servizi sanitari e con le scuole. Lo utilizzano soprattutto gli abitanti del rioni più periferici, come Scalarba e Bonu Trau, ma anche chi dal centro storico deve arrivare al poliambulatorio della Asl.
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