La Nuova Sardegna

Nuoro

Consigliere comunale Pd denuncia attacco omofobo del segretario Udc

Consigliere comunale Pd denuncia attacco omofobo del segretario Udc

Jerzu, su whatsapp una frase pesante riferibile a Gianluigi Piras scritta dopo un’accesa assemblea consiliare. Piras finì a suo tempo nella bufera per il commento contro l’atleta russa Isinbayeva

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NUORO. Ancora insulti sul web per Gianluigi Piras, il 37enne consigliere del Pd a Jerzu, finito nella bufera mediatica il 16 agosto 2013 per un commento feroce su Facebook a proposito dell'atleta russa Yelena Isinbayeva, che difendeva la legge di Putin contro i gay (Piras poi aveva fatto il suo coming out sostenendo di essere omosessuale).

Ora ad insultarlo è il segretario dell'Udc di Jerzu, che ha postato nel suo profilo pubblico di «whatsApp» il 7 aprile scorso, e al termine di un consiglio comunale acceso (in cui Piras è consigliere di minoranza) la frase «Ricchione...dal 1977» con riferimento alla data di nascita di Piras. «In quel consiglio comunale, come opposizione - spiega il consigliere del Pd - avevamo sollevato problemi di irregolarità delle procedure a incarichi di professionisti riferibili all'area Udc. Su quegli incarichi è poi partita un'inchiesta giudiziaria».

Piras, però, ha scoperto dell'esistenza di quella frase solo ieri, persino gli amici erano in imbarazzo a riferirgliela, da qui la lettera su Facebook al segretario dell'Udc :«Caro segretario oggi è il giorno del mio compleanno. Mi scrivi: Ricchione dal 1977. Ti ricordo che domani, 17 maggio, è la giornata europea in memoria delle vittime dell'omofobia. Dal 7 aprile - prosegue Piras - hai ritenuto utile apostrofarmi così sul tuo profilo pubblico. Se il tuo intento è stato quello di ’colpire’ me, hai fallito. Hai offeso tanti tranne me. Spiace che questo avvenga nel momento in cui sei chiamato ad esercitare il dono della paternità e venga da un uomo che allena una squadra di calcio di ragazzi. Se dovessi scoprirti padre di un/una figlio/a omosessuale, spero tu possa avere la dignità di guardarlo negli occhi e di chiedergli scusa. Non per me, ma per te. Non a me, ma a lui».

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