La Nuova Sardegna

Nuoro

Confindustria: Piani di sviluppo al palo

di Tiziana Simula
Confindustria: Piani di sviluppo al palo

Chiesta alla Regione la convocazione del tavolo di partenariato per accelerare l’iter dei progetti nelle aree di crisi

26 maggio 2014
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NUORO. A due anni e mezzo dall’avvio delle procedure, i Piani di sviluppo locale per l’Area di crisi del Nuorese non sono ancora decollati. Un ritardo denunciato dalla Confindustria Sardegna centrale che, in una lettera inviata alla Regione, chiede la convocazione urgente del tavolo di partenariato «per capire quali azioni intenda mettere in campo per dare gambe al Progetto». Perché se non si accelera, si rischia che i progetti di sviluppo risultino del tutto inefficaci «e da volano per la ripresa, si trasformino in esempio di inefficienza e burocrazia soffocante», sottolinea il presidente Roberto Bornioli. Che evidenzia come, a oggi, nonostante le forti aspettative delle aziende, tutto sia fermo al palo.

Manifestazioni d’interesse. Sono 321 le manifestazioni di interesse ammesse alla seconda fase dei Piani di sviluppo locale, con un contributo richiesto pari a circa 49 milioni di euro. «Progetti di investimento presentati da aziende che, pur in un quadro di fortissima crisi economica, hanno programmato piani di ampliamento e nuove attività d’impresa in settori prioritari come il manifatturiero, l’agroalimentare e il turismo nei 50 Comuni ricadenti nell’ambito delle aree industriali di Pratosardo, Siniscola, Ottana e Tossilo e in Planargia – spiega Bornioli – Ebbene, a due anni e mezzo dall’avvio delle procedure, le aziende non hanno ancora potuto presentare i business plan da ammettere a finanziamento (l’accesso alla seconda fase è slittato al 26 giugno). E quel che è peggio, gli altri interventi previsti per infrastrutture, formazione e azioni di contesto (cui sono destinati 23 milioni di euro) sono ancora fermi».

Il tavolo. Certa che i Piani di sviluppo rappresentino un modello valido, al quale il territorio ha lavorato con impegno negli ultimi anni, la Confindustria sollecita la convocazione del tavolo di partenariato. «È necessario che i Progetti siano esecutivi in tempi stretti. Altrimenti, paradossalmente, è preferibile che la procedura sia interrotta, la delibera ritirata e il bando annullato. Avere la certezza che l’investimento non può realizzarsi è meno dannoso rispetto a estenuanti rinvii», scrive Bornioli al presidente della Regione Pigliaru e agli assessori alla Programmazione e all’Industria. Una provocazione, volta a far capire «la rilevanza che riponiamo nello strumento, il quale, se applicato in tempi rapidi, può agire da stimolo per l’intero sistema», precisa.

Cinque proposte. Per raggiungere l’obiettivo, la Confindustria avanza alla giunta cinque proposte: istituire una task force di tecnici che si dedichi soltanto alla Sardegna centrale, per accelerare le procedure e renderle subito operative evitando altri rinvii; attivare subito gli interventi per la formazione, le azioni di contesto e le infrastrutture, capitolo quest’ultimo strategico e che, oltre allo svincolo da Pratosardo alla statale 131, prevede il potenziamento del porto della Caletta e l’efficientamento delle reti telematiche. Chiede poi di attivare i progetti per il Territorio svantaggio della Barbagia-Mandrolisai, riconosciuto nel 2013 ma rimasto di fatto inattuato, l’ istituzione dell’Area di crisi a Tortolì «inspiegabilmente rimasta fuori». Infine, il coinvolgimento delle forze economiche e sociali, sul capitolo della formazione.

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