La Nuova Sardegna

Nuoro

Patto di stabilità, si mobilita l’Anci

di Angelo Fontanesi

Mercoledì i sindaci convocati a Cagliari per chiedere l’intervento della Regione

26 maggio 2014
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NUORO. L'allarme lanciato dal sindaco di Orosei Franco Mula sul rischio che la Sardegna venga tagliata fuori dalla manovra statale che allevia il patto di stabilità per tutti i Comuni italiani suscita l'immediata reazione dell'Anci Sardegna. E' il suo direttore Umberto Oppus a precisare le strategie già intraprese e quelle programmate dall’associazione dei Comuni sardi.

«Quanto dice il sindaco di Orosei corrisponde sostanzialmente al vero tranne quando afferma che i sindaci non siano stati informarti per tempo del problema – dice Umberto Oppus –. Non più tardi del 16 maggio scorso, al termine della riunione del Comitato esecutivo dell'Anci Sardegna svoltosi a Tertenia, un documento contenente tutte le criticità che il patto di stabilità sta creando e continuerà a provocare nei Comuni isolani, è stato spedito non solo agli organi di stampa ma anche a ogni primo cittadino della Sardegna. Sindaco di Orosei compreso - Dico questo – precisa Umberto Oppus – perchè penso sia controproducente che un singolo sindaco si faccia paladino solitario di una battaglia come questa che non deve scadere in una sterile contrapposizione politica tra schieramenti ma che ha invece la possibilità di produrre frutti positivi solo se viene perseguita con unità e senza preconcetti partitici da tutti i Comuni sardi. Per questo motivo mercoledì prossimo l'Anci ha convocato presso il Consiglio regionale di via Roma a Cagliari l’Assemblea dei Sindaci della Sardegna (saranno presenti con la fascia tricolore, ndr) al fine di chiedere al consiglio e alla giunta regionale che si facciano interpreti delle istanze dei Comuni e traducano le stesse in atti legislativi e provvedimenti amministrativi finalizzati al rapido superamento delle criticità esposte».

Ma una precisa connotazione politica la questione l'ha già presa. Non foss'altro perchè l'esclusione della Sardegna dai benefici sul patto di stabilità previsti dalla legge 228 del 2012 è dovuta a una grave negligenza della giunta regionale che non ha approvato la necessaria delibera entra il 15 marzo scorso. Una data caduta nel mezzo dell' “interregno” tra la scadenza del mandato della precedente giunta Cappellacci e la nomina della nuova giunta Pigliaru. Una mancanza che ha causato ai Comuni sardi l'esclusione dei provvedimenti finanziari in loro favore e la conseguente devoluzione dei fondi spettanti all'Isola ad altre regioni italiane.

«Quella partita ormai è persa – è il commento anche di Umberto Cocco, sindaco di Sedilo – occorre ore intraprendere nuove vie e per questo non servono le tardive e solitarie levate di scudi di un singolo sindaco ma l'impegno coeso di tutti i Comuni».

L'Anci intanto chiede l’attivazione di un tavolo tecnico Ministero-Regione-Anci Sardegna per arrivare a una riapertura dei termini per l’utilizzo degli spazi finanziari per i Comuni della Sardegna di cui alla legge n.228/2012. In assenza di ciò i Comuni sardi subirebbero un blocco di ben 175 milioni di euro dovuto agli obiettivi del patto.

Una condizione che, se si dovesse avverare, equivarrebbe al dissesto finanziario di tanti Comuni isolani e ad un ulteriore salasso mortale per tante imprese locali.

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