La Nuova Sardegna

Nuoro

Debito sul conto, fa causa alla banca

di Kety Sanna

Orosei, Paula Masetti chiede il risarcimento all’Unicredit: «Hanno permesso a mio fratello di usare i miei risparmi»

29 maggio 2014
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OROSEI. L’ultima udienza in sede civile risale a più di un mese fa. O meglio, è saltata per via dell'ennesimo sciopero degli avvocati e ora, salvo ulteriori sorprese, riprenderà ad ottobre. Paula Masetti, una donna emiliana residente a Orosei (assistita dall'avvocato Luigi Manca) continua la sua battaglia contro l’Unicredit Banca di Roma Spa. Una storia iniziata nel 1996, quando la Masetti accese un conto presso la Rolo Banca di Bologna. Dopo la morte della madre, la donna sempre con la stessa banca (che poi venne incorporata nell'Unicredit) ne aprì un altro cointestato col fratello William (estinto poi nel 2001) per la gestione di un patrimonio in comune. Quindi nel 1999 Paula Masetti aprì con l'Unicredit Banca un contratto di mutuo, per l’acquisto della prima casa a Orosei dove aveva trasferito la residenza. L’Istituto di credito iniziò ad inviarle le comunicazioni di legge al nuovo indirizzo soltanto a partire dal 2002.

«È solo allora che ho scoperto che il mio c/c presentava un saldo negativo di circa 23mila euro. Dopo qualche giorno mi recai presso l’agenzia e appresi che il saldo negativo era dovuto ad operazioni su titoli azionari. Totalmente all’oscuro dei movimenti effettuati – aggiunge Masetti – chiesi spiegazioni delle operazioni “incriminate”: in particolare le operazioni finanziarie riguardavano investimenti azionari fatti tra il 1998 e il 2001. Mi affidai a un avvocato che inviò una diffida alla quale l’Istituto di credito replicò allegando una delega che avrei sottoscritto in favore di mio fratello, al fine di permettergli di operare sul mio conto corrente. Una delega in bianco, senza data né riferimento al numero di conto e priva di sottoscrizione del funzionario certificatore che sarebbe bastata a mio fratello per compiere tutte le operazioni senza alcun problema. Solo nell’ottobre del 2010 l’Unicredit – aggiunge la donna – mi ha inviato copia degli estratti a scalare del c/c. Presentai un esposto alla Procura della Repubblica di Bologna e chiesi la chiusura del conto corrente». Una battaglia legale in atto sulla quale, a distanza di tanti anni, non è stata ancora posta la parola fine. «Ma a causa di tutto questo – conclude Paula Masetti – non ho potuto usufruire di un finanziamento regionale per la realizzazione di un progetto imprenditoriale di cui era risultata vincitrice del relativo bando».

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