La Nuova Sardegna

Nuoro

Ponte di Oloè, perquisizioni della polizia

di Pier Luigi Piredda
Ponte di Oloè, perquisizioni della polizia

Blitz degli investigatori negli uffici della Provincia, del Genio civile e del Consorzio di bonifica. Sequestrati documenti

29 maggio 2014
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NUORO. L’inchiesta è ripartita all’improvviso. E come una saetta ha oltrepassato il muro di silenzio che sembrava fosse stato eretto intorno alla tragica fine di Luca Tanzi, il poliziotto morto nel crollo della spalletta del ponte di Oloè, sulla strada che collega Oliena a Dorgali, la sera del 18 novembre dell’anno scorso.

Gli agenti della questura e del nucleo di polizia giudiziaria del tribunale ieri mattina si sono presentati negli uffici tecnici e in alcuni assessorati della Provincia, nella sede del Genio civile e al Consorzio di bonifica della Sardegna centrale. Un blitz improvviso messo a segno con estrema discrezione, che ai più è passato inosservato visto che gli investigatori hanno fatto la loro comparsa in alcuni uffici con la massima discrezione, richiudendosi la porta alle spalle e poi restando dentro con i responsabili delle varie strutture per tutta la mattina. Esame di carte, richiesta di informazioni, ulteriore fornitura di documenti. Un lavoro lungo, che probabilmente non è stato concluso e potrebbe andare avanti per alcuni giorni. Ma vista la voluminosa documentazione che è stata portata via dai vari uffici, è certo che il resto delle indagini gli investigatori le faranno nei loro uffici. Magari confrontandosi con esperti della materia e poi girando le carte più intetressanti ai periti incaricati dalla procura di Nuoro.

Il blitz della polizia, su ordine del procuratore della Repubblica, Andrea Garau, e del titolare dell’inchiesta sull’alluvione nel Nuorese, il sostituto procuratore Andrea Vacca, è scattato podo dopo l’apertura dei vari uffici. Gli agenti si sono presentati ai responsabili delle strutture tecniche di Provincia, Genio civile e Consorzio di bonifica intorno alle 9 e hanno richiesto di visionare tutta la documentazione relativa al ponte di Oloè. Gli investigatori sono rimasti a lungo nei vari uffici, controllando minuziosamente decine di faldoni contenenti tutte le carte relative alla costruzione del ponte e anche altri documenti sui quali viene mantenuto il massimo riserbo. Durante le operzioni, gli agenti si sono confrontati con i tecnici incaricati, hanno chiesto spiegazioni e hanno perquisito anche uffici dove finora non avevano avuto accesso.

L'inchiesta della Procura ha così avuto un'accelerazione improvvisa e potrebbe riservare ulteriori sorprese nei prossimi giorni.

In Provincia, al Genio Civile e al Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, che gestisce anche la diga di Maccheronis in Baronia, gli investigatori hanno spulciato migliaia di documenti, soffermandosi sulle misure preventive adottate in occasione dell’alluivione che, secondo alcune indiscrezioni, non sarebbero state in linea con quanto disposto dalla legge. E avrebbero acquisito altre carte relative alla progettazione e manutenzione di ponti e strade (molte delle quali provinciali), con particolare attenzione per il ponte di Oloè, tra Oliena e Dorgali, dov’era accaduta la disgrazia in cui aveva perso la vita l'assistente di polizia Luca Tanzi. Massimo riserbo sul materiale sotto sequestro, anche se qualche perplessità sarebbe già emersa dall’esame di alcuni documenti e non solo relativamente al tratto del ponte che ha ceduto.

Che l’inchiesta avesse ripreso vigore lo si era intuito da alcuni giorni, visto che più volte l’elicottero della polizia, ma anche quelli dei vigili del fuoco e dei carabinieri, erano stati visti volteggiare nella zona, soffermandosi soprattutto sul ponte di Oloè. Non è improbabile che, in vista dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, ormai imminenti, la Procura di Nuoro abbia voluto approfondire tutti i particolari necessari per concludere l’inchiesta.

Le nuove perquisizioni hanno quindi dato un’improvvisa accelerazione a un’inchiesta che potrebbe portare a svolte clamorose con il conseguente coinvolgimento di quanti avrebbero dovuto vigilare sulla manutenzione della struttura. Quel ponte, la sera dell’alluvione doveva essere interdetto alla circolazione: già dal primo pomeriggio era stato predisposto il transennamento sia dalla parte di Oliena, sia da quella di Dorgali a causa della piena del Cedrino che aveva invaso più volte la sede stradale. La disgrazia era accaduta nella tarda serata mentre la polizia scortava un’ambulanza diretta all’ospedale di Nuoro.

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