La Nuova Sardegna

Nuoro

Il sindaco Davide Ferreli deciso ad andare avanti

di Claudia Carta
Il sindaco Davide Ferreli deciso ad andare avanti

Dopo le dimissioni di due consiglieri convocata una grande assemblea pubblica Saranno presenti i cittadini, i componenti del Consiglio e i dipendenti comunali

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LANUSEI. L’onda anomala causata dalle dimissioni dei due consiglieri comunali Cinzia Piroddi e Silvia Arzu, a Lanusei, scuote la barca guidata da Davide Ferreli, già impegnata a fronteggiare i marosi di una crisi economica e sociale generale che di certo non ha risparmiato il centro montano. L’albero di maestra tuttavia tiene e, a quasi due anni dal mandato elettorale che lo ha legittimato a levare l’ancora e salpare per il viaggio amministrativo lungo un quinquennio, il primo cittadino lanuseino scandaglia la situazione attuale, leggendo la mappa che lo ha condotto a navigare tra gli scogli di una burocrazia asfissiante, le secche di un patto di stabilità che non consente la spendita di denari per opere e investimenti, le bordate di volta in volta provenienti, più che da babordo e tribordo, dall'opposizione e, addirittura, dalla stessa maggioranza. Così, in attesa del giro di boa, Ferreli palesa l’intenzione di convocare a breve un’assemblea pubblica per un confronto diretto con i cittadini che toccherà punti nevralgici: in che condizioni versa il Comune, cosa è stato fatto, cosa non è stato condotto in porto e per quali motivi. Un incontro che, nelle intenzioni del sindaco, vuole soprattutto essere un invito affinché tutti ci mettano la faccia, ognuno con il proprio ruolo e la propria responsabilità: «Io, in prima persona – ha commentato il capo dell’esecutivo – alla guida dell’ente comunale ancora troppo distante dalla gente e dai suoi problemi; i dipendenti comunali, ricordandosi che ogni giorno perso nel dare una risposta, nell'avviare un bando di gara, un cantiere, o nel pagare un’azienda creditrice, è un ritardo che farà del male ad altri lavoratori; gli assessori e i consiglieri di minoranza e maggioranza, dialogando con la gente e costruendo proposte per il paese; i cittadini, affinché non ci siano cori di critica, ma cori di proposta utili a migliorare l’azione di chi governa Lanusei». Le dimissioni? «Conosco bene i consiglieri dimissionari. Persone serie e in gamba. Ma facendo un’analisi strettamente politica, prendo atto della scelta che hanno fatto. Non la condivido: abbandonare la nave non è mai una buona cosa. Oggi non c’è tempo per la resa. È troppo semplice dire basta quando il gioco di fa duro. Chi amministra sa che non si tratta di una cosa semplice: servono costanza, dedizione e sacrificio». Ma il sindaco di Lanusei non ci sta nemmeno a essere additato come l’uomo solo al comando: «Dico all'opposizione e a chi siede sui banchi del Consiglio di remare insieme a me, costruire un fronte unico, dove l’approccio a qualunque tema o progetto sia costruttivo. Sediamoci attorno a un tavolo, parliamo e troviamo una soluzione comune e condivisa alle questioni importanti, e l’emodinamica è una di queste».

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