Il sindaco Davide Ferreli deciso ad andare avanti
Dopo le dimissioni di due consiglieri convocata una grande assemblea pubblica Saranno presenti i cittadini, i componenti del Consiglio e i dipendenti comunali
LANUSEI. L’onda anomala causata dalle dimissioni dei due consiglieri comunali Cinzia Piroddi e Silvia Arzu, a Lanusei, scuote la barca guidata da Davide Ferreli, già impegnata a fronteggiare i marosi di una crisi economica e sociale generale che di certo non ha risparmiato il centro montano. L’albero di maestra tuttavia tiene e, a quasi due anni dal mandato elettorale che lo ha legittimato a levare l’ancora e salpare per il viaggio amministrativo lungo un quinquennio, il primo cittadino lanuseino scandaglia la situazione attuale, leggendo la mappa che lo ha condotto a navigare tra gli scogli di una burocrazia asfissiante, le secche di un patto di stabilità che non consente la spendita di denari per opere e investimenti, le bordate di volta in volta provenienti, più che da babordo e tribordo, dall'opposizione e, addirittura, dalla stessa maggioranza. Così, in attesa del giro di boa, Ferreli palesa l’intenzione di convocare a breve un’assemblea pubblica per un confronto diretto con i cittadini che toccherà punti nevralgici: in che condizioni versa il Comune, cosa è stato fatto, cosa non è stato condotto in porto e per quali motivi. Un incontro che, nelle intenzioni del sindaco, vuole soprattutto essere un invito affinché tutti ci mettano la faccia, ognuno con il proprio ruolo e la propria responsabilità: «Io, in prima persona – ha commentato il capo dell’esecutivo – alla guida dell’ente comunale ancora troppo distante dalla gente e dai suoi problemi; i dipendenti comunali, ricordandosi che ogni giorno perso nel dare una risposta, nell'avviare un bando di gara, un cantiere, o nel pagare un’azienda creditrice, è un ritardo che farà del male ad altri lavoratori; gli assessori e i consiglieri di minoranza e maggioranza, dialogando con la gente e costruendo proposte per il paese; i cittadini, affinché non ci siano cori di critica, ma cori di proposta utili a migliorare l’azione di chi governa Lanusei». Le dimissioni? «Conosco bene i consiglieri dimissionari. Persone serie e in gamba. Ma facendo un’analisi strettamente politica, prendo atto della scelta che hanno fatto. Non la condivido: abbandonare la nave non è mai una buona cosa. Oggi non c’è tempo per la resa. È troppo semplice dire basta quando il gioco di fa duro. Chi amministra sa che non si tratta di una cosa semplice: servono costanza, dedizione e sacrificio». Ma il sindaco di Lanusei non ci sta nemmeno a essere additato come l’uomo solo al comando: «Dico all'opposizione e a chi siede sui banchi del Consiglio di remare insieme a me, costruire un fronte unico, dove l’approccio a qualunque tema o progetto sia costruttivo. Sediamoci attorno a un tavolo, parliamo e troviamo una soluzione comune e condivisa alle questioni importanti, e l’emodinamica è una di queste».
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