Italiano ucciso in Brasile: altri due arresti
Svolta nelle indagini sull’omicidio di Enzo Albanese. In carcere una donna e un poliziotto brasiliano
NUORO. Clamorosa svolta in Brasile nelle indagini sull’omicidio di Enzo Albanese, l’immobiliarista milanese di 42 anni, ex ufficiale dei carabinieri, ucciso nella notte tra il 2 il 3 maggio scorso da due sicari mentre usciva dalla sua casa a Natal, in Brasile.
Dopo l’arresto del quarantenne romano Pietro Ladogana, eseguito dai carabinieri di Siniscola il 29 maggio a Fiumicino, mentre si stava imbarcando su un aereo diretto in Brasile, la polizia brasiliana ieri notte ha arrestato Tamara Ladogana, l’ex moglie del presunto mandante, e un poliziotto brasiliano accusato di essere l’esecutore materiale.
L’indagine, avviata dopo la denuncia dei genitori di Enzo Albanese residenti a Budoni e coordinata dal sostituto procuratore di Nuoro Andrea Vacca, ha permesso ai militari guidati dal capitano Andrea Senes di arrestare il mandante dell’omicidio, mentre la polizia brasiliana ha fermato gli altri due complici.
Gli inquirenti sospettano che i tre possano avere legami con la criminalità organizzata in quanto dediti a truffe e riciclaggio. In particolare Pietro Ladogana, il mandante dell’omicidio, era a capo di un’organizzazione che amministrava almeno dieci imprese di facciata, dislocate in diverse città brasiliane e utilizzate per riciclare il denaro sporco. E proprio per questo Enzo Albanese sarebbe stato ucciso. Un mese prima della sua morte, infatti, avrebbe scoperto e denunciato alle autorità brasiliane l’attività illegale di una di queste imprese firmando così la sua condanna a morte.
La polizia brasiliana, oltre ai due fermi, ha sequestrato 145 mila euro in contanti e cinque auto di lusso, fra le quali c’è anche una Toyota Corolla che i sicari avrebbero utilizzato per allontanarsi dal luogo del delitto dopo aver freddato l’imprenditore. (g.z.)
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