La Nuova Sardegna

Nuoro

l’anniversario

Don Rosario Menne, il prete della cultura e del dialogo

di Luciano Piras

NUORO. «Taciturno e sorridente, schivo e silenzioso, era un pozzo di cultura». Così l’attuale direttore di Radio Barbagia don Francesco Mariani ricordò qualche anno fa don Rosario Menne, che dell’emit...

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NUORO. «Taciturno e sorridente, schivo e silenzioso, era un pozzo di cultura». Così l’attuale direttore di Radio Barbagia don Francesco Mariani ricordò qualche anno fa don Rosario Menne, che dell’emittente diocesana fu il fondatore nonché primo direttore. “Un testimone scomodo”, secondo il ritratto che ne fece il nipote Antonello Menne, in un libro-raccolta di documenti, interventi e scritti vari del sacerdote. Un sacerdote che ha lasciato il segno e che ancora oggi fa parlare di sé, nonostante siano passati venticinque anni dalla sua morte. Un anniversario che verrà ricordato domani sera e venerdì a Orotelli, paese natale di don Menne. Il primo appuntamento è fissato per le ore 18, quando la diocesi intera si riunirà attorno al vescovo monsignor Mosè Marcia per una solenne celebrazione eucaristica con il capitolo dei canonici della Cattedrale di Nuoro nella parrocchia di San Giovanni, a Orotelli, mentre venerdì prossimo, alle 18,30, la celebrazione è prevista nella chiesa del Spirito Santo, sempre a Orotelli, a seguire la commemorazione in cimitero.

Nato a Orotelli il 30 aprile 1930, scomparso prematuramente a Nuoro il 13 giugno 1989, a 59 anni, don Rosario Menne è stato certamente una figura di spicco della chiesa nuorese e sarda. Ordinato nel 1953 a soli 23 anni da monsignor Giuseppe Melas, fu viceparroco di Orotelli, poi parroco a Torpè e dal 1960 a Nuoro come canonico penitenziere in Cattedrale. Fu insegnante in Seminario e alle Magistrali, responsabile diocesano e regionale di Azione cattolica, responsabile regionale della Pastorale del lavoro, assistente provinciale e regionale delle Acli, fondatore e animatore di Radio Barbagia, responsabile della pastorale diocesana a fianco dell’indimenticato vescovo monsignor Giovanni Melis. Arciprete del Capitolo (dal 1984), delegato per la consulta dei Laici (1984), responsabile dell’organizzazione della visita a Nuoro del Papa (1985), responsabile della Commissione centrale del Sinodo diocesano (1986). Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 1968, dal 1967 componente dell’Istituto secolare della regalità Nsgc, è stato anche direttore responsabile de l’ogliastra (1986-1989), il giornale diocesiano di Lanusei. Morto all’ospedale San Francesco di Nuoro, è sepolto nella sua amata Orotelli. «Possedeva un bagaglio di conoscenze umanistiche, teologiche, filosofiche che mai mostrava se non, pur sempre con discrezione, nelle conferenze e nei convegni – disse di lui don Francesco Mariani –. Aggiornatissimo, aperto alle novità, in anticipo spesso con i tempi, il suo spazio di manovra era intellettualmente amplissimo. Studioso, ricercatore, scrittore di saggi, meditativo, era fedele a pochi ma inflessibili principi: il coraggio dell’impegno, la forza di non indietreggiare davanti a nessun ostacolo, la certezza che la cultura può vincere ogni cosa. Lo si vedeva, immerso nei suoi pensieri ma sempre pronto al dialogo, aggirarsi fra la Cattedrale, la Curia e il Seminario, la figura dinoccolata dell'intellettuale, il portamento mai altero, la voglia di comunicare nascondendo pudicamente quanto di grandioso custodiva dentro di scienza e di pensiero».

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