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Nuoro

Orgosolo, peste suina la Regione istituisce la zona di protezione

di Mattia Sanna
Orgosolo, peste suina la Regione istituisce la zona di protezione

Disposte due aree dal Supramonte ai paesi colpiti da focolai Si adotteranno prescrizioni restrittive per evitare infezioni

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ORGOSOLO. Lotta alla peste suina africana. La Regione istituisce la zona di protezione e la zona di sorveglianza. Con una determina, che riporta la data di fine maggio, l’amministrazione isolana dispone la creazione delle due aree, entro un raggio territoriale, che dal paese del Supramonte, pesantemente colpito da questi nuovi focolai epidemici, si estende ai comuni circostanti: Oliena, Nuoro, Mamoiada e Orani. L’infezione ha un potenziale spazio di contagio davvero ampio e si diffonde a ritmi celerissimi. Pertanto, diventa necessario adottare prescrizioni particolarmente restrittive, le quali facciano da muro al possibile riesplodere della patologia infettiva. In ragione di ciò, come si é detto, sono stati tracciati due grandi cerchi, che in un’area compresa fra i tre e i dieci chilometri dagli allevamenti compromessi dalla malattia, demarcano l’entrata in vigore di un regolamento dettagliato e minuzioso. Nella cosiddetta zona di protezione, ad esempio, oltre a dover essere censite puntualmente tutte le aziende, con conseguente esame clinico dei suini e controllo dei registri e dei marchi di identificazione, vige il divieto assoluto di uscita, durante almeno i quaranta giorni successivi alle previste attività di disinfestazione, e di trasporto dei capi, nelle strade pubbliche e private. Animali domestici di altra specie non possono, d’altra parte, entrare a contatto con i maiali e viene imposta, del resto, l’osservanza di accurate procedure di pulizia e igienizzazione di quel materiale presumibilmente contaminato. A cominciare dagli automezzi, venuti a contatto con i luoghi, nei quali vengono ricoverate o tenute le mandrie. Si fa obbligo, infine, di denunziare eventuali esemplari di suini malati o morti. Misure più o meno simili a quelle valevoli per la zona di sorveglianza, dove restano valide le stesse regole un po’ più attenuate nelle limitazioni e da realizzarsi in archi temporali più ampi.

«Dalla fine degli anni Settanta ad oggi – commenta il sindaco Dionigi Deledda – sono state poste in essere un lunghissimo elenco di iniziative, le quali, tuttavia, non hanno avuto effetti risolutivi. In qualità di rappresentanti del comune di Orgosolo, per quanto ci compete – prosegue il primo cittadino – non si può dire certamente che non abbiamo fatto la nostra parte»ù.

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