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Nuoro

Ferrovie, la Cisl lancia l’allarme

di Tito Giuseppe Tola
Ferrovie, la Cisl lancia l’allarme

Si teme il ridimensionamento del trasporto locale e di conseguenza anche del centro intermodale

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MACOMER. Per il futuro della ferrovia Macomer-Nuoro è di nuovo allarme. A lanciarlo è il segretario regionale della Cisl Trasporti, Valerio Zoccheddu, il quale ha detto che il taglio del 25 per cento delle risorse destinate dalla Regione al trasporto pubblico comporterà la cancellazione di 500 posti di lavori e un ridimensionamento del trasporto locale, con particolare riferimento a quello ferroviario, che costa di più, e alle zone interne. Ciò significa che oltre al trenino verde, sarebbe a rischio anche la ferrovia Macomer-Nuoro, sulla quale il servizio è ripreso nel 2012 dopo che sono stati portati a termine i lavori di ristrutturazione e ammodernamento per i quali la Regione ha investito 20 milioni di euro. Se dovesse accadere, il centro intermodale passeggeri, che costa 4 milioni di euro, diventerebbe poco più di un’autostazione. Non è un mistero che l’Arst, con l’obiettivo di risparmiare 20 milioni di euro, stia prendendo in considerazione l’ipotesi di dismettere l’intero sistema ferroviario di sua competenza, compresa la linea Macomer-Nuoro, sulla quale non sono mai arrivati i nuovi treni che avrebbero dovuto migliorare la qualità del servizio e la competitività del trasporto ferroviario. Sui nuovi mezzi è calato il silenzio, come anche sul sistema di controllo del traffico a distanza che avrebbe dovuto migliorare la sicurezza, e già questo è motivo di preoccupazione fra il personale perché fa pensare a un disimpegno. Le notizie sui tagli ai trasferimenti che arrivano da Cagliari con le conseguenze che ne derivano, anche sotto l’aspetto occupazionale, sono ben più allarmanti. Se a questo si somma il fatto che, forse per un pignoramento dei conti legato a una causa di lavoro, il 10 giugno non è avvenuto il pagamento degli stipendi, è facile immaginare quali siano le paure e le tensioni che si sono create in azienda. «Sono voci preoccupanti che controlleremo attentamente – dice il segretario territoriale della Cgil trasporti, Giuseppe Porcu, – bisogna in capire che cosa intenda fare la politica. I segnali che arrivano dall’azienda, a partire dal ritardo nel pagamento degli stipendi, non tranquillizzano. Non è una novità che l’Arst insista nel dire che la ferrovia costa groppo e non rende. Vedremo». Il sindaco, Antonio Succu, ha scritto nei giorni scorsi alle Ferrovie dello Stato per impedire la soppressione di due corse. In questo caso è in ballo l’intero servizio. «Colpire il trasporto locale in un momento di grave crisi, quando la gente a difficoltà a mantenere un mezzo proprio – ha detto – significa togliere ai cittadini il diritto alla mobilità. Tagliare ancora in questo territorio vuol dire creare un’isola nell’isola e dare un colpo definitivo all’economia di Macomer e della zona perché cancella il polo dei trasporti. Ci opporremo con tutte le forze a questo progetto».

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