Rinviato a giudizio per l’agguato
Orune, Luigi Zori è accusato di aver sparato contro la Opel Corsa di Sestu
NUORO. Antonio Francesco Sestu, allevatore cinquantenne di Orune, era scampato a una pioggia di proiettili che aveva crivellato la fiancata dell’Opel Corsa sulla quale viaggiava insieme al figlio e alla nipotina. Per quel tentato omicidio, ieri mattina, il giudice dell’udienza preliminare Mauro Pusceddu ha rinviato a giudizio Luigi Zori. Sullo sfondo dell’agguato teso a Sestu, secondo l’accusa, ci sarebbe la vendetta. Luigi Zori è infatti il fratello di Amerigo Zori ucciso insieme a Pasquale Coccone nel 2004 nel Bar 2000 a Orune. Duplice omicidio per il quale era finito in carcere il figlio di Sestu, Alessandro, condannato a 19 anni.
L’agguato era stato messo a segno ai primi di giugno di un anno fa, in corso Repubblica, in pieno centro, a Orune, poco prima delle 20.30. Incurante del fatto che fosse ancora giorno, lo sparatore aveva atteso a bordo strada il passaggio dell’auto di Antonio Francesco Sestu e quando l’Opel Corsa gli era passata davanti, aveva mirato e sparato: 13 colpi partiti da una pistola calibro 9x21, esplosi da una distanza di otto, dieci metri. Nessuno dei tre occupanti era rimasto ferito. Ma i colpi sulla carrozzeria e sul cruscotto avevano fatto capire di aver corso il rischio di essere uccisi. Un agguato in piena regola. Scampati alla trappola, Sestu aveva proseguito veloce la sua corsa verso la caserma dei carabinieri, denunciando il fatto. Una delle piste seguite dai militari della compagnia di Bitti che avevano condotto le indagini, era stata da subito quella della vendetta legata al duplice omicidio del Bar 2000.
Ieri mattina, nel palazzo di giustizia nuorese, sono stati rievocati i fatti di un anno fa. E dopo la camera di consiglio, il gup ha deciso di rinviare a giudizio con l’accusa di tentato omicidio Luigi Zori. (t.s.)
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