Il fiuto infallibile dei cani antidroga
Macomer, unità cinofile in prima fila nel contrasto alle sostanze stupefacenti
MACOMER. Le unità cinofile della polizia penitenziaria di Macomer continuano ad avere un ruolo importante in numerose operazioni contro la droga portate avanti in Sardegna. Vengono impiegate nelle carceri per controllare la presenza di stupefacenti nelle celle, ma collaborano soprattutto con la polizia dando un contributo importante alla riuscita di operazioni complesse nelle quali il fiuto dei cani svolge un ruolo fondamentale. Sono cani dal fiuto infallibile nello scovare la droga. La trovano nei posti più impensati. Il nucleo cinofili ha sede nel carcere di Macomer, dove si fanno gli addestramenti e da dove si sposta per intervenire nei luoghi in cui è richiesta la presenza dei cani e dei loro addestratori. Molti interventi vengono effettuati negli istituti di pena.
Lo scorso inverno, un gruppo di detenuti era stato trasferito dal carcere di Cagliari a quello di Isili. A Cagliari la droga era sfuggita ai controlli degli agenti, ma all’arrivo a Isili non è sfuggita ai cani addestrati a scovare anche il quantitativo più insignificante. Il nucleo cinofili di Macomer viene impiegato non solo nei penitenziari, dove i cani addestrati sono fondamentali per intercettare la droga in entrata o nascosta nelle celle dai detenuti, ma anche in operazioni della polizia di Stato. L’anno scorso le unità cinofile della polizia penitenziaria sono state impiegate anche nelle perquisizioni eseguite nell’ambito dell’operazione antidroga che ha portato all’arresto dell’ex primula rossa del banditismo sardo, Graziano Mesina. Nell’ultimo anno il loro impiego si è rivelato prezioso in molte operazioni di polizia. Nella zona del Marghine sono stati utilizzati nel corso di perquisizioni domiciliari e nelle campagne alla ricerca di piantagioni. (t.g.t.)
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