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Nuoro

Omicidi di Manasuddas, confermati gli ergastoli per Pompitta e Deiana

Omicidi di Manasuddas, confermati gli ergastoli per Pompitta e Deiana

Al termine del processo d’appello bis, la corte d’Assise di Cagliari ha ribadito la sentenza di primo grado, con la quale i due imputati erano stati riconosciuti colpevoli degli omicidi di Pietrina Mastone e Tiziano Cocco

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CAGLIARI. È stata confermata la condanna all’ergastolo per Sebastiano Pompita e Mario Deiana, accusati del duplice omicidio di Manasuddas (Nuoro). Nel pomeriggio, al termine del processo d’appello bis, la corte d’Assise di Cagliari ha ribadito la sentenza di primo grado, con la quale i due imputati erano stati riconosciuti colpevoli degli omicidi di Pietrina Mastone e Tiziano Cocco. La vicenda risale al 2007 quando, dopo una telefonata anonima (si scoprì successivamente fatta dal pentito Mauro Fele, anche lui condannato all’ergastolo), vennero ritrovati i corpi delle due vittime. I cadaveri erano stati gettai in fondo a un pozzo nei pressi di Manasuddas a pochi chilometri da Oliena (Nuoro).

La donna era completamente nuda e con i piedi legati, mentre l’uomo, giovane camionista di Samassi, era vestito e con il volto tumefatto. Grazie alla confessione di Fele - che puntò il dito contro gli ex compagni di scorribande, si fece luce sul duplice omicidio e tutti i presunti autori vennero condannati al carcere a vita. Successivamente però la corte di Cassazione aveva stabilito la necessità di un nuovo processo d’appello per Deiana e Pompita, per far deporre in aula il pentito mai sentito al banco dei testimoni, ma solo nel corso di un incidente probatorio. Fele, però, gravemente malato, all’apertura dell’appello bis, aveva deciso di non presentarsi in aula e aveva mandato una missiva, acquisita dalla Corte, con la quale aveva scagionato i suoi due presunti complici dichiarandosi l’unico colpevole dei due delitti.

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