Orosei, i resti umani ritrovati a Posada sono della Cristinzio?
Ad avvalorare l’ipotesi l’esile costituzione delle ossa Il figlio della donna: «Siamo in attesa di sviluppi»
OROSEI. Potrebbe essere il Dna, come per il caso di Yara Gambirasio, se non a risolvere, almeno a squarciare il cono d’ombra che da un anno avvolge il mistero di Irene Cristinzio. Non è escluso infatti che siano dell’ex prof di Lettere scomparsa da Orosei la mattina dell’11 luglio scorso, i resti di un piede ritrovati il 13 giugno nel tratto mare antistante la spiaggia di san Giovanni di Posada. Poco più di alcune ossicine del metatarso e alcune falangi ancora attaccate tra loro da lembi di tendine. Un arto apparentemente esile tanto che in un primo momento si era pensato ai resti di una mano.
Che si trattasse invece di un piede umano lo ha stabilito il giorno dopo l’anatomopatologo Vindice Mingioni che di più, però, non ha potuto dire. Ora il reperto andrà al vaglio degli esperti del Ris di Cagliari che dovranno stabilire non solo se si tratta dei resti di un uomo o di una donna, ma anche il loro tempo di permanenza in mare. In base a questi parametri potranno quindi comparare il profilo genetico estratto con quelli delle persone scomparse in zona entro una certa data. Stando nel campo delle ipotesi e basandosi solo su fragilissimi indizi, sono due gli scomparsi su quali si concentrano le aspettative: l’allevatore di Bitti Giovanni Farre, trascinato via dalla furia del rio Posada durante l’alluvione del 18 novembre (la foce del fiume non è lontana dal luogo del ritrovamento delle ossa) e appunto l'ex insegnante 65enne oroseina.
«Abbiamo saputo del ritrovamento attraverso le agenzie di stampa – dice il figlio maggiore della donna Toto Nanni – e ovviamente siamo in attesa di possibili sviluppi. Il profilo genetico di mamma del resto i carabinieri già ce l’hanno. Lo avevano rilevato quando era stato ritrovato il corpo di una donna senza testa nella marina di Arbus. Ma poi non abbiamo avuto più notizie».
Eppure piccoli particolari avvalorerebbero l’ipotesi che siano proprio di Irene Cristinzio i resti ripescati dopo quasi un anno ad alcune decine di miglia a nord della costa oroseina. Il primo è proprio il gioco delle correnti di scirocco che renderebbe plausibile il tragitto della salma dalle spiagge di Su Barone sino al litorale di Posada. L’altro è dato dall’esile costituzione delle ossa che farebbero pensare ai resti di una donna.
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