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Nuoro

Salvatore Pinna (Cgil) «Rilanciare l’industria per le zone interne»

Salvatore Pinna (Cgil) «Rilanciare l’industria per le zone interne»

Continua il dibattito sulle linee guida del Progetto unitario «Un piano importante che ha anche ricadute immediate»

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NUORO. «Un piano importante sia per il lungo periodo, per le proposte strategiche in esso contenute, ma anche per una ricaduta economica immediata». Salvatore Pinna, segretario generale della Cgil nuorese, non ha dubbi sul “Progetto per il rilancio della Sardegna centrale” elaborato dai tre sindacati confederali, Cgil Cisl e Uil, insiema alla Confindustria, Provincia, Comune di Nuoro e ancora da estendere a enti, associazioni, comuni vari. «In particolare – va avanti Pinna – si pretende la spendita delle risorse previste per l’infrastrutturazione delle aree di crisi. La disponibilità di queste risorse non va dispersa né utilizzata in modo diverso da quello a cui sono destinate».

«La mancata infrastrutturazione è una delle cause di sofferenza delle aziende presenti nel territorio e certo non incoraggia nuove intraprese» spiega il segretario, che su questi temi ha basato le «dichiarazioni programmatiche all’atto della mia elezione a segretario generale della CdL di Nuoro, per portare avanti con tenacia la lotta per contrastare la crisi strutturale socio-economica della nostra provincia, è oltremodo gravoso, coinvolgente, doveroso. Questa crisi sempre più drammatica segna profondamente la vita ed il lavoro di migliaia di persone, pregiudicando il futuro di intere generazioni. È un impegno personale e un dovere che coinvolge tutta la nostra organizzazione.Occorre perciò rilanciare, senza perdere tempo in discussioni inutili e fuorvianti, il nostro sistema produttivo con uno sviluppo armonico che tenga conto di tutte le opportunità economiche produttive. Un grande sforzo programmatico di idee e passione civile».

«Occorre perciò – suggerisce Pinna – che le istituzioni, la politica, le imprese investano nel nostro territorio risorse economiche e umane per produrre innovazioni coraggiose rispetto al passato, per rilanciare il nostro sistema produttivo valorizzando le risorse locali e i progetti di filiera; un progetto di sviluppo non creato dall’alto ma discusso, proposto, condiviso dalla nostra comunità. Ciò significa la ri-scrittura di un nuovo piano di rinascita, un vero patto sociale con il Governo e la Regione per scoprire nuovi orizzonti di crescita su cui poter collocare le nostre specificità. Oggi noi ci troviamo ad operare in un contesto sociale drammatico, la provincia è interessata dalla crisi più grave dal dopoguerra. Migliaia di giovani sono senza lavoro; il comparto industriale salvo rare eccezioni è stato smantellato, il mondo delle campagne è a rischio di sopravvivenza. Lo Stato abbandona il territorio mentre il turismo non decolla e commercio e artigianato rischiano di scomparire. Una realtà desolante che travolge l’universalità dei diritti fondamentali, quelli del lavoro e di cittadinanza e della sicurezza e coesione sociale».

«Il mio impegno - è ancora il segretario generale che parla – in linea con le politiche della Cgil e dell’esperienza maturata dal lavoro unitario con Cisl e Uil, in collaborazione con la Confindustria locale è quello di riportare all’attenzione del mondo della politica, spesso assente e distratto, ma anche al mondo delle istituzioni e delle imprese, la funzione sociale del lavoro, la sua centralità come strumento fondamentale di crescita ed emancipazione e sviluppo, condizione necessaria e non eludibile per procedere sulla strada della ripresa». «Su questi temi riteniamo urgente aprire un dibattito anche mediatico, serrato, coinvolgente per tutti gli attori del territorio, in particolare la politica ed il mondo delle imprese.Per queste motivazioni credo sia indispensabile un profondo rilancio del settore industriale, costruendo politiche imprenditoriali di sistema in grado di aumentare il livello della qualità e della quantità dei prodotti e dei processi e dell’organizzazione produttiva, attraverso un giustificato e più moderno progetto di politica industriale bastato su nuovi capisaldi determinanti per lo sviluppo, ricerca, innovazione tecnologica, formazione e riqualificazione, infrastrutture materiali ed immateriali».

Da qui il Progetto unitario per la Sardegna centrale. «Un progetto strategico che rilanci tutta l’industria manifatturiera, quella agroalimentare in particolare. Da questo punto di vista l’accordo sulle aree di crisi di Tossilo, Nuoro, Pratosardo, Ottana, Siniscola è un primo passo e offre una prospettiva interessante a condizione ovviamente che gli impegni sottoscritti vadano rispettati. L’obiettivo primario della Cgil è quello di stimolare la crescita imprenditoriale non solo nel comparto industriale, quello agro-alimentare in particolare, ma anche nei settori turismo, agricoltura, artigianato, commercio, servizi, lavoro pubblico, attraverso un’azione formativa del capitale umano e una sua mirata animazione. Il Nuorese – chiude il segretario generale della Cgil provinciale Salvatore Pinna – ha bisogno immediato di nuovi investimenti infrastrutturali su viabilità, trasporti, politiche di continuità territoriale e accesso alle fonti di energia economicamente compatibili».

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