Siniscola riscopre l’arte di Sotgiu
Raccolte di quadri e sculture dell’artista dimenticato: erano custodite nel ripostiglio della chiesa
SINISCOLA. Il grosso delle opere era custodito in un ripostiglio della parrocchia. Quattro adolescenti del gruppo Siart si sono imbattuti quasi per caso nella raccolta di quadri, sculture, utensili e lavori in ferro battuto che portano una firma inequivocabile: l’artista di Siniscola Giacomo Sotgiu, scomparso più di 30 anni fa e, nonostante la sua generosità, piuttosto dimenticato dal suo paese di origine. Per il gruppetto di ragazzi la curiosità ha preso il sopravvento. «Chi è Giacomo Sotgiu?» – si sono chiesti, informandosi poi dai genitori e dalla gente del posto per ricostruire la vita dell’artista. Molte delle opere, così, sono state catalogate ed esposte in una mostra, realizzata nei giorni scorsi durante la festa patronale per riscoprire il talento – e il ricordo – dell’artista quasi dimenticato. In molti hanno visitato la mostra, che ha colpito tutti per la semplicità e per il messaggio fortissimo che ha voluto lanciare, affinché Siniscola non scordi questo suo cittadino. È merito di Andrea Pau, Samuel Fronteddu, Massimiliano Orrù e Rachele Mele se la città ha potuto ricordare, finalmente, uno dei suoi abitanti più creativi, scivolato inspiegabilmente nel silenzio. Nell’esposizione brillavano una cinquantina di opere. C’erano i quadri, visionari e tormentati, che rievocano scorci della costa locale e i trascorsi metropolitani di Sotgiu. C’erano i modellini in ferro, dalla mitragliatrice, all’ostensorio, ai coltelli, ai busti, sino a tanti altri capolavori di un genio artistico davvero eclettico e che, ben prima del boom, aveva progettato persino un sistema per il cambio di marcia delle biciclette e tantissimi utensili per agevolare il lavoro nelle campagne o arredare case e chiese.
Nella mostra c’erano anche alcuni dei tanti riconoscimenti che Giacomo Sotgiu ha collezionato un po’ ovunque nella sua carriera, segno del talento di un artista che Siniscola dovrebbe rivalutare degnamente. Chissà che i ragazzi di Siart abbiano tracciato un solco, dando il via a nuove iniziative culturali per riscoprire l’artista siniscolese, deceduto a 72 anni nel 1981 ed autore – tra le innumerevoli opere – della statua in ferro del Cristo in croce, realizzata con centinaia di chiodi e custodita in una teca nel cimitero. In passato a celebrare l’estro di questo artista è stata la parrocchia. Anche l’associazione Siniscola 90 ha promosso diverse iniziative. È però da tanti anni che su Giacomo Sotgiu è calato il silenzio, spezzato finalmente dalla mostra promossa da quattro bravissimi ragazzi.
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