Il presunto killer: mi avvalgo della facoltà di non rispondere
Polo Lacoste azzurra come il mare, colletto alzato, jeans. Poco dopo le 9 di ieri, accompagnato dagli agenti di polizia penitenziaria, Pierpaolo Contu, fa il suo ingresso in udienza, prima che...
Polo Lacoste azzurra come il mare, colletto alzato, jeans. Poco dopo le 9 di ieri, accompagnato dagli agenti di polizia penitenziaria, Pierpaolo Contu, fa il suo ingresso in udienza, prima che cominci il processo. In fondo all’aula, un mucchio di compaesani lo osservano con attenzione. Tra loro, Pierpaolo Contu, scorge anche lo sguardo pieno di affetto della mamma Giovanna Cualbu. Giusto un saluto da lontano prima che il giovane entri nella cella, e lì, in piedi, con le braccia intrecciate, ha un piccolo colloquio con il suo avvocato, Gianluigi Mastio. Poco dopo, in aula, entra anche Francesco Rocca. Tra i due, giusto un cenno di saluto. Per qualche minuto, a dividerli, c’è solo il vetro che divide in due la camera di sicurezza della corte d’assise. Poi si alza, Pierpaolo Contu, e viene chiamato a deporre. «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere» è l’unica frase che pronuncia. (v.g.)
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