Lavoratori Cartonsarda da cinque mesi senza cig
A Ottana i cassintegrati attendono il provvedimento del ministero del Lavoro Nel frattempo non potranno usufruire dell’anticipazione dell’assegno dall’Inps
OTTANA. Cresce l’allarme tra i cassintegrati dell’area industriale di Ottana per i ritardi nella corresponsione della cassa integrazione. Dopo i trenta ex dipendenti della Lorica, è ora la volta dei cinquantasei lavoratori della Cartonsarda che non ricevono l’assegno della cassa integrazione in deroga da cinque mesi. Non solo. Dal primo giugno avrebbe dovuto scattare la cassa integrazione straordinaria in sostituzione di quella in deroga (di competenza regionale), ma il provvedimento è ancora al vaglio degli uffici del ministero del Lavoro e non si sa quando la pratica potrà essere licenziata. Nel frattempo, i lavoratori non potranno usufruire neppure dell’anticipazione dell’assegno mensile da parte dell’Inps perché la convenzione con la Regione è scaduta. In questo quadro di incertezza c’è il rischio concreto che i cassintegrati dell’ex azienda cartaria del gruppo Parodi di Genova, che ha chiuso i battenti nel 2008, rimangano senza copertura economica ancora per diversi mesi. «La situazione – fa sapere Maria Giovanna Ortu, 46 anni, cassintegrata di Bolotana e da sempre in prima fila sul fronte dei problemi dei lavoratori della Cartonsarda – sta diventando sempre più drammatica. Molte famiglie rischiano di rimanere senza alcun reddito con conseguente crescita dell’allarme sociale. Non si può continuare così. È in gioco il futuro delle famiglie e la coesione delle nostre comunità. Quanto dobbiamo aspettare ancora per avere le nostre competenze?». La cassintegrata punta il dito contro la Regione e la classe politica regionale e, in particolare, della provincia di Nuoro. «La Regione – tuona Maria Giovanna Ortu – si deve svegliare perché sul problema degli ammortizzatori sociali è in forte ritardo. Si deve dare una mossa perché la mancanza di certezze aumenta la sofferenza e il disagio di chi già soffre per la perdita del posto di lavoro». Accuse pesanti anche nei confronti dei consiglieri regionali e dei parlamentari del Nuorese. «Come mai – incalza la cassintegrata – nessuno si è ancora mosso per cercare una soluzione ai nostri problemi? Come mai nel Sulcis e a Porto Torres ci si muove giustamente per dare certezze di lavoro riaprendo le fabbriche e annullando i licenziamenti annunciati e qui, invece, si fanno solo inutili convegni e si lasciano i cassintegrati senza neppure il minimo per sopravvivere?». La situazione dei lavoratori della Cartonsarda, come quella degli ex dipendenti della Lorica, rischia di diventare esplosiva. Entrambe le fabbriche sono legate da un filo comune: le speranze tradite di un lavoro sicuro finito nella sabbie mobili degli ammortizzatori sociali. Che frantumano la dignità delle persone. Nell’indifferenza di tutti.
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