Pilotis, un’odissea lunga 30 anni
Non è stato ancora risolto il contenzioso sulla proprietà dei locali
NUORO. I Pilotis, dopo trent’anni, sono ancora una dannazione per il comune. Nati per iniziativa dell’Istituto autonomo case popolari, che li aveva inclusi nel programma edificatorio per la costruzione degli alloggi popolari, sono diventati il contenzioso storico con l’amministrazione comunale. Braccio di ferro che è andato avanti per anni, senza riuscire a trovare uno sbocco sulla titolarità della proprietà. I due piani e semipiani, con una superficie complessiva di 3.557 metri quadrati, compresi nel fabbricato di via Gonario Pinna e via Pertini, sono stati sbloccati solo da qualche anno e restituiti all’ente civico. Che ora li ha inclusi nel piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari del triennio 2013-2015, per un valore di 1.560.000 euro, desunto dalla perizia di stima dell’Agenzia territoriale. Nonostante ciò, il complesso non riesce a decollare, per cui è ancora in attesa di una soluzione. È finito col diventare un’area morta, in totale abbandono, dove si continuano ad accumulare rifiuti di ogni genere.
Nonostante la denuncia dei vigili urbani che hanno fatto diverse segnalazioni, senza provvedere alla rimozione dei resti degli animali. Il che ha reso, con il caldo delle ultime settimane, irrespirabile l’atmosfera nei luoghi. Il comitato di utenti che si occupa della trasformazione in area verde del terreno di fronte all’istituto case popolari, ha tentato in tutti i modi, in occasioni diverse, di farsi dare in gestione i locali per destinarli ad un utilizzo razionale a vantaggio di piccoli imprenditori che volevano gestire una qualche iniziativa commerciale o artigianale, senza riuscirvi. I locali sono ancora oggi inutilizzati, gestiti abusivamente da giovani sbandati e tossicodipendenti, che li hanno eletti a proprio rifugio durante la notte. Con l’accensione di fuochi e il deposito di ogni genere di materiali. Gli uomini del comitato di gestione dell’area attrezzata a verde pubblico, hanno tentato di dare battaglia minacciando di rivolgersi alla Procura. Da qui la richiesta di un immediato programma di risanamento.
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