Rapine, Mauro Fele si rimangia tutto: mi inventai le accuse
Il pentito di Manasuddas cambia di nuovo versione Ma il gup rinvia la decisione a una udienza di dicembre
NUORO. Qualche anno fa, nel pieno dell’indagine sul duplice omicidio di Manasuddas e nel bel mezzo della sua confessione per i delitti del pozzo, si era addossato anche le colpe di alcune rapine commesse tra Oliena e dintorni.
E per le stesse rapine aveva anche chiamato in causa, come suoi compagni di avventure, anche la sua allora fidanzata, Antonella Artu, l’olianese, Bastiano Pompita, l’orgolese Paolo Ungredda.
I primi due, ovvero Antonella Artu e Pompita, sono stati protagonisti con lui, seppur l’una nel ruolo di teste, l’altro in quello di imputato, al processo sui fatti di Manasuddas.
Aveva accusato tutti anche delle rapine, Mauro Fele. Ma ieri mattina, il giovane imbianchino olianese che sta scontando una condanna definitiva all’ergastolo per il duplice omicidio di Manasuddas, ha fatto segnare un nuovo colpo di scena nella storia intricata delle inchieste che ruotano attorno alla vicenda del pozzo.
Attraverso il suo avvocato, Speme Pasquale, ha fatto arrivare al gup Claudio Cozzella, una sua dichiarazione con tanto di firma, dove in sostanza afferma che qualche anno fa, circa le rapine, aveva detto un mucchio di bugie.
«Mi sono inventato tutto – ha fatto sapere il pentito dei fatti di Manasuddas che ora, a causa di una malattia si trova in una struttura di Vigevano – non abbiamo mai commesso alcuna rapina».
Una dichiarazione che stravolge le sue precedenti e che sembra ricalcare la smentita di sè stesso che Fele aveva già fatto qualche tempo fa anche per la vicenda del pozzo, quando aveva cercato di accollarsi tutte le responsabilità, ma senza alcun successo. «Mi sono inventato tutto, non abbiamo commesso alcuna rapina», ha scritto, dunque, Fele, nella sua dichiarazione inviata al gup Claudio Cozzella. Il gup, ieri mattina, ne ha preso atto ma ha chiesto comunque alle parti in causa di esporre le loro richieste in merito alla scelta del rito. Tutti gli imputati per le rapine, tranne Paolo Ungredda, attraverso i loro avvocati, hanno chiesto che i loro assistiti vengano giudicati nel corso di un rito abbreviato.
Ma le loro richieste, in realtà, verranno formalizzate nel corso di un’udienza che si terrà nel prossimo mese di dicembre. Ungredda è difeso da Lorenzo Soro, Antonella Artu da Andrea Puledda, Bastiano Pompita da Giovanni Colli. I quattro sono accusati a vario titolo di aver messo a segno diverse rapine.
Tra i colpi contestati c’è anche quello messo a segno nel 2007 alla tabaccheria-ricevitoria di Tonino Carrus, a Oliena. Quel giorno, secondo l’accusa, Antonella Artu aveva svolto la funzione di “palo”.
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