Area industriale, deserto telematico
La denuncia di Confindustria che chiede più attenzione per il territorio
NUORO. «Le aree industriali e degli insediamenti produttivi (Pip) della Sardegna centrale sono un deserto telematico». La denuncia viene dal presidente degli industriali della Confindustria nuorese, Roberto Bornioli, che, per l’ennesima volta, alza la voce sulla mancanza di infrastrutture telematiche nelle aree della provincia di Nuoro destinate allo sviluppo produttivo. «Il premier Renzi – sottolinea Bornioli – ha indicato le infrastrutture digitali a banda larga e ultra larga come investimenti non più rinviabili nel semestre europeo. Lo stesso obiettivo è stato indicato come esigenza prioritaria anche dalle nostre imprese che tutti i giorni toccano con mano i problemi derivanti dalle linee Adsl poco performanti e in alcuni casi inesistenti».
Un’indagine di Confindustria ha evidenziato che, tra i principali problemi degli imprenditori delle aree industriali di Bolotana, Orosei, Siniscola e Tossilo e di diverse aree Pip comunali della provincia, figurano l’assenza del cablaggio in fibra ottica e della copertura Gsm e il mancato potenziamento delle linee Adsl. Un esempio eclatante viene dall’area industriale della Sardegna centrale dove, l’Antica Fornace Villa di Chiesa, una delle poche aziende di pregio del vituperato Contratto d’area di Ottana, si barcamena da anni senza le line tecnologiche digitali.
«Questa azienda – sottolinea Bornioli – attende da 14 anni l’attivazione della banda larga. L’assenza di questa linea causa all’impresa non pochi problemi nei rapporti con i fornitori e la casa madre». Per eliminare il gap infrastrutturale, secondo Confindustria, basterebbe un investimento neppure tanto gravoso. «Per consentire all’azienda l’accesso alla banda larga – sottolinea il presidente degli industriali nuoresi – basterebbe un investimento di 450mila euro». L’Antica Fornace, che produce guarnizioni di gomma, è leader nell’isola per fatturato e per continuità produttiva. Un’azienda gioiello che rappresenta un esempio di investimento produttivo in un’area critica della Sardegna. Al punto che, il titolare dell’azienda è stato chiamato per una testimonianza alla presentazione, a Cagliari, del rapporto Crenos sull’industria. «Nonostante le gravi criticità tra cui l’assenza di internet veloce – osserva Bornioli – l’impresa sta avviando un investimento importante che porterà all’ampliamento della filiera e a un forte incremento dei dipendenti. Il personale, tutto altamente qualificato, è giovane, motivato e fortemente attaccato all’azienda, dove il tasso di assenteismo si ferma alla soglia fisiologica del 2 per cento. Come altre aziende del centro Sardegna – prosegue Bornioli –, Antica Fornace è un’azienda modello che ha ottenuto negli anni certificazioni importanti a conferma delle ottime performance raggiunte non solo nell’organizzazione aziendale, ma anche sul fronte della sicurezza e della qualità del prodotto». L’esempio positivo di Antica Fornace induce Confindustria a ribadire la richiesta «di una soluzione rapida e definitiva delle numerose criticità perché non si può compromettere la competitività di un patrimonio così prezioso in termini di competenze e professionalità». Un segnale positivo per Confindustria viene dalla recente visita a Ottana dell’assessore regionale all’Industria e dall’interessamento della giunta regionale ai problemi dell’area industriale. Che attende da anni che si passi dalle parole ai fatti.
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