La Nuova Sardegna

Nuoro

Gavoi, rassegna di cinema dedicata alle zone interne

di Giovanni Maria Sedda
Gavoi, rassegna di cinema dedicata alle zone interne

Dal 1° agosto l’edizione “Ma che ci faccio qui? Partire, ritornare, ricominciare” Iniziativa culturale organizzata dalla Prociv-Arci in collaborazione con il Comune

28 luglio 2014
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GAVOI. Via alla XIV edizione di cinema italiano “Ma che ci faccio qui? Partire, ritornare, ricominciare” organizzato dall Prociv-Arci dal 1° agosto al 5 settembre.

L’iniziativa è realizzata grazie al comune di Gavoi (assessorato alla Cultura), a Sardegna Solidale centro regionale dei servizi per il volontariato, con il patrocinio della Regione (assessorato Pubblica Istruzione, Sport e Spettacolo), dalla fondazione regionale Film commission, in collaborazione con il consorzio della Biblioteca Satta di Nuoro. La novità per questa edizione 2014 riguarda il tema sui piccoli comuni e il loro futuro, mettendo a disposizione una serie di spunti utili a pensare su quanto il cinema sia uno strumento importante per una cultura critica e indipendente.

La rassegna, pone l’attenzione sulle difficoltà del vivere la quotidianità dell’oggi, la complessità e le contraddizioni di chi lo abita e le possibili vie di resistenza e sopravvivenza nei paesi dell’interno.

«Perché – come scrivono gli organizzatori – il cinema ha il dovere di raccontare le storie e entrare in relazione con gli altri e può rappresentare un osservatorio, per sensibilizzare le nuove generazioni e le comunità su queste importanti tematiche. La passione per il cinema si coltiva da piccoli e deve essere stimolata e alimentata costantemente».

Il cinema per risvegliare le coscienze, dunque, perchè giorno dopo giorno la crisi sta spegnendo sempre di più gli entusiasmi e non è accettabile, perché tantissimi giovani tra i 18 e i 34 anni vivono con i genitori e uno su due ha un lavoro precario. L’Italia è all’ultimo posto tra i paesi europei riguardo all’indipendenza economica giovanile.

«La questione di chi è costretto a partire – aggiungo i promotori dell’iniziativa culturale – è diventata una realtà per il nostro paese e va inserita in un grande progetto che deve comprendere i principali interlocutori, le classi dirigenti, le istituzioni, la scuola e soprattutto i giovani e i cittadini,al fine di promuovere un nuovo modello di sviluppo per i piccoli comuni che giorno dopo giorno si spopolano e rischiano di scomparire nel silenzio più assoluto».

Il primo ciclo di proiezioni di sei film inizia il 1° agosto presso il centro storico nel cortile di “Casa Maoddi”, alle 21.00 tutti i venerdì.

Il film d’apertura è “La mafia uccide anche d’estate” di Pif, seguirà “Il venditore di medicine di Antonio Morabito” e ancora “Il capitale umano” di Paolo Virzì.

Dunque “In grazia di Dio” di Edoardo Winspear, “Le Meraviglie” di Alice Rohrwacher, e il film documentario “Capo e Croce” di Marco Antonio Pani e Paolo Carboni, sulla lotta dei pastori sardi e della loro sopravvivenza.

Il cinema dunque, come testimonianza capace di far riflettere sulle dolorose vite delle persone, raccontate da giovani registi al primo esordio e grandi autori del cinema italiano. «Ed è proprio grazie a questo progetto che vorremmo avviare una riflessione sulla condizione delle zone interne – concludono i soci della Provic-Arci –. La XIV edizione del festival del cinema italiano,   conferma ancora una volta la dedizione degli organizzatori nel mettere al centro la forza dell’impegno per cambiare.

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