Supermercato Conad chiude e licenzia i venti lavoratori
Dall’11 ottobre. Il titolare si è arreso: «Perdite troppo alte» L’attività è all’interno del Centro commerciale Prato Sardo
NUORO. Il supermercato Conad nel centro commerciale di Prato Sardo chiuderà l’11 ottobre e licenzierà i 20 dipendenti. Un altro duro colpo per l’occupazione nel territorio. E per i lavoratori non ci dovrebbero essere, per il momento, scappatoie occupative o la possibilità di essere assorbiti da altri negozi della catena Conad. Allo stato attuale, nel futuro dei 20 dipendenti del Conad di Prato Sardo c’è soltanto la mobilità, che sarà garantita dall’Inps e quindi con qualche possibilità in più, per quelli più avanti con l’età, di poter “scivolare” verso la pensione. Per gli altri la situazione è delicata.
«Abbiamo cercato in tutti i modi di salvare il supermercato e i lavoratori – ha spiegato Mario Testoni, della Fiscascat Cisl che, insieme agli altri sindacalisti Domenica Muravera della Filcams Cgil, Luciano Carroni della Cisal e Marco Pala della Uiltucs, ha incontrato i vertici della Conad per affrontare la situazione e trovare soluzioni –. Ma è tutto molto complicato. Il supermercato Conad è sempre stato in sofferenza, le perdite sono enormi e continuare l’attività per loro era davvero complicato – ha sottolineato Testoni –. Per i dipendenti, il problema è legato al fatto che ogni Conad ha un suo gestore-socio e quindi non possono essere assorbiti da altri supermercati della catena. Nel centro commerciale di Prato Sardo – ha concluso il sindacalista della Filcams Cisl – dovrebbe arrivare l’Eurospin, che ha già una sua struttura operativa e quindi non potrà assorbire i 20 lavoratori, ma confidiamo nel fatto che possa assumerne qualcuno».
A lanciare l’allarme dell’ennesima struttura commerciale in crisi nel comparto di Prato Sardo sono stati i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Cisal che hanno ricevuto la comunicazione sulla chiusura del punto vendita direttamemnte dalla direzione aziendale della società Sardagest-Conad. «Le motivazioni addotte dall'azienda sono di natura economica – hanno spiegato i sindacalisti – riconducibili alla perdurante crisi del settore e alle ingenti perdite che l'esercizio accumula anno dopo anno. Già nei mesi scorsi, alle prime avvisaglie di crisi, come organizzazioni sindacali ci eravamo resi disponibili con l'Azienda per individuare, nel rispetto e nella salvaguardia dei posti di lavoro, dei percorsi per ridurre le perdite. Ma non è servito ad evitare la chiusura del punto vendita e a salvaguardare i posti di lavoro, considerato che la società con nuovo marchio che subentrerà, non ha manifestato interesse ad assorbire le unità lavorative licenziate. Saremo impegnati nei prossimi giorni in incontri tecnici con l'azienda per cercare di attutire il disagio economico e sociale derivante da questa scelta unilaterale e traumatica che comporta la perdita di 20 posti di lavoro – hanno insistito i rappresentanti sindacali –. Chiederemo il riconoscimento di tutti i mezzi e procedure previste dalla legge e all'Azienda di partecipare economicamente a questo disagio. Vista la delicatezza della vertenza – hanno concluso i sindacalisti – ci auguriamo di avere al nostro fianco le istituzioni, così come si stanno attivando per difendere giustamente i vari presidi che lo Stato vuole cancellare. Sarebbe inconcepibile assistere ancora una volta impotenti allo scempio che sta minando la convivenza sociale di questo territorio in gravissima difficoltà».
I sindacati e i lavoratori del Conad saranno presenti alla riunione che nei prossimni giorni si svolgerà alla Camera di commercio per difendere il territorio dagli attacchi dello Stato, sensibilizzare l'opinione pubblica e sollecitare una grande mobilitazione.
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