La Nuova Sardegna

Nuoro

È nato a Gavoi il movimento “Fare ambiente”

di Giovanni Maria Sedda

GAVOI. È nata a Gavoi la prima sezione sarda del Movimento Ecologista Europeo, intitolato “Fare ambiente”. Nel corso dell’assemblea dei primi soci, che si è tenuta nella sala consiliare del comune è...

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GAVOI. È nata a Gavoi la prima sezione sarda del Movimento Ecologista Europeo, intitolato “Fare ambiente”. Nel corso dell’assemblea dei primi soci, che si è tenuta nella sala consiliare del comune è stato eletto all’unanimità, il gavoese Gavino Maoddi, come coordinatore provinciale. L’elezione è avvenuta al termine di un lungo e animato dibattito al quale hanno preso parte circa 80 soci rappresentanti delle diverse realtà territoriali della provincia di Nuoro. Gavino Maoddi, con un’ampia e articolata relazione introduttiva ha illustrato a grandi linee genesi e programma del movimento, peraltro già presente in quasi tutte le regioni d’Italia.

«Il movimento – ha spiegato Gavino Maoddi – si occupa di ambiente in tutti i settori: dall’organizzazione di incontri con esperti sulla dieta mediterranea, a dibattiti approfonditi sul ciclo integrato dei rifiuti, studiandone criticità, diritto e prospettive, ai rapporti annuali sulle frodi alimentari, sul rapporto 2014 dei quali ci sarà fra qualche giorno un incontro presso la Camera dei Deputati».

L’assemblea, dopo ben 16 interventi, è stata chiusa da quello molto apprezzato da tutti di Mario Arca, presidente nazionale dell’Iscos, che fa capo alla Cisl e opera a livello internazionale con progetti di sviluppo a favore dei paesi sottosviluppati. Alla prima assemblea che si è tenuta a Gavoi, farà seguito la costituzione dei coordinamenti nelle altre province della Sardegna a partire da quella di Cagliari previsto per la fine dell’estate. Queste le principali tematiche emerse dal dibattito, poi inserite in un verbale di assemblea: la necessità di una legislazione ambientale snella e chiara; l’esigenza di una campagna nazionale sul riutilizzo dei rifiuti e la rivisitazione dei piani urbanistici territoriali; l’esigenza di un più razionale utilizzo delle energie alternative; l’urgenza di chiedere alla Regione che provveda alla stesura di un piano energetico e ambientale, e ai comuni bilanci energetici e una pianificazione della produzione di energia ecocompatibile; sviluppare nelle scuole il concetto di sviluppo sostenibile; pianificare una più efficace lotta agli incendi e rimarcare l’esigenza di investimenti per risanare il degrado idrogeologico e per la prevenzione di ulteriori dissesti ambientali.

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