La Nuova Sardegna

Nuoro

Ufficio venatorio chiuso, la protesta dei cacciatori

di Francesco Pirisi
Ufficio venatorio chiuso, la protesta dei cacciatori

La denuncia arriva dal rappresentante dell’autogestita “Sa Grumenaria” Marco Spada: «Si stanno verificando disagi per il rinnovo dell’abilitazione»

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NUORO. Lo sportello è chiuso per le ferie dell’impiegato e i cacciatori nuoresi rimangono al palo per il rinnovo dell’abilitazione venatoria. Succede in municipio, nell’ufficio che da qualche anno si è visto riversare le competenze sulle pratiche riguardanti l’attività di caccia, prima in capo alla Regione. Un ufficio e soprattutto un solo impiegato, che se manca si blocca tutta l’attività. Lo denuncia Marco Spada, rappresentante dell’autogestita “Sa Grumenaria”. «La chiusura ci sta creando non pochi disagi. Perché a parte il rinnovo dell’abilitazione, ogni sei anni, c’è da ritirare il modulo, dove vanno appuntate le giornata di caccia alle quali si prende parte e la quantità di selvaggina cacciata. Da riconsegnare poi entro il 1° marzo, pena il pagamento di una multa». Un disagio che potrebbe crescere con l’approssimarsi dell’avvio del calendario venatorio. Il 4 settembre (con una seconda giornata il 7) scatta l’apertura per le specie migratorie, che precede l’avvio generale di domenica 28, quando si potrà sparare alle diverse specie di selvaggina, a iniziare dalle nobile stanziale: lepri e pernici. La caccia grossa inizierà a novembre, per chiudersi a fine gennaio.

«A questo punto – aggiunge Spada – tutto diventa più complicato, considerato che in città sono i tanti i cacciatori in attesa di potersi mettere in regola con questi adempimenti. Capisco che per il Comune la nuova competenza ha rappresentato un onere in più, anche in considerazione della penuria di personale: ma, in ogni caso, se il servizio esiste è necessario garantirlo nei fatti».

Una complicanza per chi aspetta un anno intero prima di tirare dall’armadio divisa e fucile e dare sfogo a una passione spesso giovanile e antica anche nel territorio nuorese. I tempi, certo, non sono i più ricchi per la categoria: poca selvaggina e spese di esercizio cresciute, anche in raffronto alle possibilità finanziare impoverite dalla crisi economica. L’autogestita “Sa Gumenaria”, 80 cacciatori e 160 ettari affidati lungo la vecchia provinciale per Mamoiada, ha deciso di bloccare per il terzo anno consecutivo l’attività venatoria nella riserva: le verifiche hanno accertato che le pernici sono sempre ferme a 6-7 voli e anche le lepri sono in numero esiguo. Insomma, niente d’incoraggiante, anche per il futuro. Tant’è che doppiette e automatici anche nella tanche del Nuorese diminuiscono anno dopo anno. Le trafile burocratiche poi non aiutano, soprattutto quando si deve stare in attesa davanti a uno sportello chiuso.

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