La Nuova Sardegna

Nuoro

Aperto un primo spiraglio per salvare il carcere

di Tito Giuseppe Tola
Aperto un primo spiraglio per salvare il carcere

Macomer, il ministro ha ricevuto il presidente Pigliaru e alcuni parlamentari La chiusura potrebbe essere evitata dopo l’esame delle nuove informazioni

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MACOMER. Sembra che per il carcere di Macomer (ma anche per quello di Iglesias, al quale l’amministrazione penitenziaria aveva riservato la stessa sorte) ci siano ancora delle speranze e che si riesca a evitarne la chiusura. Per il momento le operazioni che puntavano alla chiusura e alla dismissione delle due strutture avviate dal dipartimento delle carceri verranno rallentate. Lo ha deciso il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che potrebbe anche disporre di sospenderle e bloccarle definitivamente mantenendo in funzione entrambi gli istituti di pena. Ieri mattina, una delegazione guidata dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ha incontrato il ministro insieme ai deputati Francesco Sanna e Roberto Capelli e ai senatori Luigi Manconi, Silvio Lai e Giuseppe Luigi Cucca. Al ministro Orlando sono state illustrate le reali condizione delle due carceri, «oggettivamente diverse – si legge in una nota della Regione – da quelle in base alle quali il ministero è giunto alla decisione di chiuderle. Si tratta di differenze che riguardano elementi di fatto come capienza, utilizzazione, necessità di interventi, idoneità. Tutti questi elementi esposti stamani a voce, verranno formalmente sottoposti al ministro che si è impegnato a riconsiderare la decisione di chiusura, tenendo conto delle nuove informazioni ricevute, ma anche dell’importanza di mantenere in quelle città la presenza dello Stato. Con il ministro è stato avviato anche un confronto su temi più generali relativi al sistema carcerario sardo».

Soddisfatti i parlamentari sardi del Partito democratico che sottolineano la disponibilità del ministro Orlando a collaborare con la Regione per evitare la chiusura delle due carceri. «Consideriamo molto positivo l’incontro di questa mattina tra il ministro Orlando, il presidente Pigliaru e una delegazione di parlamentari sardi per discutere del piano carceri della Sardegna – è scritto in un comunicato del Pd sardo –, in particolare abbiamo espresso riserve sull’opportunità della chiusura delle carceri di Macomer e Iglesias, sia per il fatto che lo Stato abbandona territori già indeboliti sul piano sociale ed economico, sia per alcuni errori sostanziali nell’analisi delle strutture che hanno condizionato negativamente l’impostazione del decreto. Il ministro Orlando ha preso atto di queste osservazioni rappresentate dal presidente della Regione e dai parlamentari e ha proposto un tavolo di confronto con la Regione e i parlamentari del territorio per il mese di settembre su tutto il sistema carcerario sardo per valutare l’utilizzo delle strutture in maniera condivisa».

Sulle stesso fronte si erano battuti nei giorni scorsi i parlamentari della provincia di Nuoro Michele Piras e Roberto Cappelli, i quali avevano presentato anche un ordine del giorno per il mantenimento delle carceri. Il documento è stato però bocciato con i voti della maggioranza dopo il parere negativo del Governo. Resta ora da vedere cosa farà l’amministrazione penitenziaria. Le procedure di chiusura del carcere vengono per ora rallentate con la prospettiva di una sospensione definitiva, ma non vengono interrotte. Poiché in questi giorni le attività di trasferimento dei detenuti sono andate avanti a ritmo serrato, si tratta di vedere se, in attesa dello stop definitivo del ministro, non si arrivi a chiudere.

Nel frattempo continua la mobilitazione e lunedì mattina per protestare contro la chiusura e per chiedere una risposta definitiva e certa del Governo, i consigli comunali della zona si riuniranno di fronte alla struttura carceraria di Bonu Trau.

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