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Nuoro

La Provincia non rispetta l’ordinanza del giudice

La Provincia non rispetta l’ordinanza del giudice

Il dirigente Giovanni Deiana non è ancora stato reintegrato nel suo incarico I tempi sono scaduti, anche se l’amministrazione ha presentato ricorso

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NUORO. «Sono ancora in attesa di essere reintegrato nel mio posto di lavoro. Nonostante l’ordinanza del giudice, la Provincia non ha ancora provveduto e a questo punto non so proprio che cosa pensare. Sono molto amareggiato per tutta la situazione, ma anche per l’amministrazione pubblica per la quale dovrei lavorare e che invece continua a tenermi in una condizione di sostanziale inoperatività». Giovanni Deiana, dirigente amministrativo in Provincia e capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, non è ancora stato reintegrato nel suo posto di dirigente del settore “Lavoro e Politiche sociali”, così come aveva ordinato il giudice civile con un’ordinanza emessa il 14 luglio. L’amministrazione provinciale aveva 15 giorni di tempo per ottemperare a quanto disposto dal giudice, ma finora non ha fatto nulla. Tre giorni dopo l’ordinanza, la Provincia, attraverso lo studio dell’avvocato Maria Giovanna Murgia, ha presentato un reclamo articolato con la richiesta di sospensione dell’ordinanza: richiesta che è stata rigettata. E quindi Giovanni Deiana sarebbe dovuto essere reintegrato nel suo incarico già da 11 giorni

La situazione sta ormai rasentando il ridicolo. Anche perchè la Provincia sostiene che Giovanni Deiana non può essere reintegrato perchè il suo incarico, a nomina presidenziale, era a tempo ed è ormai scaduto da due anni. Secondo l’amministrazione provinciale, Giovanni Deiana era stato spostato da un settore a un altro senza perdere nulla a livello economico e sempre come dirigente del medesimo livello. «Peccato però che prima dirigessi un settore che aveva una sua collocazione precisa all’initerno dell’amministrazione – ha continuato Giovanni Deiana – e ora invece sono alla guida di me stesso in un settore che a mio parere non avrebbe motivo di esistere perché la liquidazione delle Province non è ancora prevista e quindi non capisco che cosa dovrei fare. Mi presento quotidianamente al lavoro e attendo che il presidente prima o poi mi chiami per riaffidarmi il mio vecchio incarico, così come disposto dal giudice. Ma stanno passando i giorni e sto perdendo la speranza, oltre che le staffe. L’amarezza e la perplessità iniziali si stanno trasformando in rabbia – ha insistito il dirigente –. La Provincia, l’ente per il quale lavoro, sta ignorando impunemente una disposizione della magistratura, quella stessa magistratura a cui si è affidata per contestare l’ordinanza del mio reintegro».

«Non si può conferire a un dirigente un incarico che lo costringe a una sostanziale inattività – aveva scritto il giudice del lavoro Alice Serra motivando il reintegro – soprattutto se non gli sono state assegnate risorse umane, né mezzi finanziari per adempiere al suo incarico». Era dal 2008, che Giovanni Deiana, 47 anni, due lauree con 110 e lode, in Giurisprudenza alla Cattolica di Milano e in Scienze politiche a Sassari, dottorato di ricerca in Diritto costituzionale e a lungo docente di Diritto pubblico, dirigeva il settore Lavoro e Politiche sociali della Provincia. Fino al 5 dicembre 2013 quando, con una delibera, la numero 82, venivano riorganizzati i settori, accorpando alcune competenze e spostando i dirigenti. Giovanni Deiana era così stato mandato a dirigere un settore nuovo di zecca: la Liquidazione delle Province. Lui aveva però fiutato puzza di bruciato, si era sentito defenestrato e quando si era reso conto che era stato chiamato a dirigenre una scatola vuota si era rivolto al giudice del lavoro. (plp)

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