Grazie Vecchie, chiesa da salvare
Il monumento religioso nel cuore del quartiere di Seuna sta cadendo a pezzi
NUORO. La chiesetta delle Grazie Vecchie è incastonata nell’antico quartiere di Seuna. Un gioiellino tra i vicoli in pietra e le case in granito. A costruirla, nella prima metà del 1600, in concomitanza con l’arrivo dei Gesuiti a Nuoro, era stato l’artigiano nuorese Nicola Ruju Manca. Questo gioiello di architettura povera sta resistendo, non senza difficoltà, a tutte le inemperie, e anche alle varie ristrutturazioni, grazie alle cure che gli vengono dedicate quotidianamente da un gruppo di fedeli devoti che hanno adottato la chiesetta-monumento e la tengono aperta per farla visitare ai turisti che passano per la città e vogliono visitarla. Fornendo depliant e regalando racconti di storia nuorese piacevoli da ascoltare. Ma oltre che fare da “ciceroni”, i volontari la chiesetta la curano come se fosse casa loro, pulendola quotidianamente e cercando di renderla dignitosa per i visitatori. E anche perché ogni settimana vengono celebrati matrimoni, visto che i nuoresi sono molto legati alle Grazie vecchie e anche molti turisti quando la visitano se ne innamorano e ci ritornano per celebrare qualche anniversario importante.
La chiesetta è stata anche ristrutturata di recente, ma la situazione al momento è davvero difficile. Dal tetto cadono calcinacci, le pareti si stanno scrostando e gli affreschi sono ormai irrecuperabili e, infine, il pavimento, è in condizioni davvero disastrose. Era stato concepito per essere lasciato come se fosse l’antico selciato di un piazzale, ma il tipo di materiale utilizzato si sta lentamente sbriciolando facendo emergere in alcuni punti, addirittura davanti all’altare, le reti elettrosaldate. Sbriciolandosi, sta anche riempiendo la chiesa di polvere e i volontari sono costretti a fare un lavoro durissimo per poter rendere almeno calpestabile e meno pericoloso il pavimento. Una scelta, quella del selciato, che era stata contestata già al momento della ristrutturazione, ma la Soprintendenza non aveva voluto sentire ragioni, sostenendo che quel tipo di pavimentazione era ideale perché rispecchiava la struttura antica della chiesetta.
Ma non è solo la pavimentazione a mettere a dura prova la pazienza e l’impegno del gruppo di volontari, poiché le intemperie e l’umidità hanno ormai minato la struttura e stanno lentamente distruggendo i bellissimi dipinti e gli affreschi sulle pareti e anche l’altare sta cominciando a mostrare i segni del tempo. I nuoresi hanno sempre mostrato grande attaccamento per il piccolo santuario di Seuna , anche in virtù della grazia ricevuta dalla Vergine in occasione dell’epidemia di peste nel 1832 e perché è il più importante monumento religioso della città.
Per salvarlo è stato fatto tanto, grazie a una serie di restauri all’interno e all’esterno. E anche il prezioso rosone di trachite rosa, sostituito al momento da una copia donata dai soci del Rotary club, si sta rovinando nella piccola sacrestia dietro l’altare in attesa di essere sistemato al suo posto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
