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Nuoro

Area marina protetta di Tavolara Budoni si candida ufficialmente

di Antonello Palmas
Area marina protetta di Tavolara Budoni si candida ufficialmente

L’amministrazione di Giuseppe Porcheddu ha affidato uno studio ambientale a una società privata I dati evidenziano le peculiarità naturalistiche delle acque del Comune. Inviata la richiesta

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BUDONI. L’idea era nell’aria da qualche tempo, ora c’è una richiesta ufficiale: Budoni ha fatto richiesta di entrare a far parte dell’Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo. Lo annuncia il sindaco Giuseppe Porcheddu, che ha già inviato una comunicazione al direttore dell’Amp, Augustoi Navone: «A suo tempo – spiega il primo cittadino – questa comunità non ha ritenuto opportuno un ingresso nell'Amp, quando questa si trovava nella sua fase di avvio, ma oggi con grande orgoglio posso affermare che la nostra comunità ha maturato grande sensibilità dal punto di vista ambientale e su spinta dell’amministrazione sta mostrando attenzione per la tutela, ad esempio, delle zone umide, che sono un nostro grande patrimonio. Tanto che dopo 15 anni sono addirittura tornati i fenicotteri, tuttora presenti anche ad agosto: insomma, la natura ci sta dando una mano e le azioni intraprese a favore dell’ambiente stanno procurando dei benefici».

Ma ora Budoni passa alla seconda fase e ragiona in chiave turistica: «Ci interessa non solo la parte interna del territorio, ma anche quella marina – dice Porcheddu – , in modo da allargare il patrimonio da offrire all'ospite. In questa chiave abbiamo fatto domanda di essere integrati nell’Amp per quanto riguarda lo specchio acqueo del Comune. Ci auspichiamo che da parte di Navone ci sia una risposta positiva, credo che le possibilità siano notevoli». Il primo cittadino ha dato incarico alla Golder Associates, una società che si occupa di valutazioni di carattere ambientale e marino, di effettuare uno screening del mare di Budoni. «Ci interessava capire i veri elementi di caratterizzazione, il livello di bontà di queste acque in modo da fornire un supporto scientifico alla nostra candidatura. Il lavoro è stato condotto principalmente da Giovanni Torchia (biologo marino) e Egidio Trainito (esperto in biologia marina e fotosub).

«I risultati – dice il sindaco – evidenziano la presenza di alcune rilevanti peculiarità naturalistiche, come l’ampia estensione della prateria di posidonia, la presenza di probabili beach rock oltre il limite del posidonieto, la straordinaria presenza di Pinna nobilis (detta nacchera), abbondanza di spugne (in particolare la Axynella polypoides). Il valore dell’area aumenta grazie allo Scoglio dei Pedrami (anche per motivi archeologici) e, nella parte costiera, per la presenza di dune e stagni». Gli studiosi hanno accertato la presenza di tre habitat marini prioritari e 11 costieri, con 15 specie marine e sei di uccelli protette. Asettembre potrebbe esserci un incontro per discutere la proposta Nel frattempo è stato già ipotizzato a fini didattici un percorso di snorkeling.

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