Spiaggia della Cinta presa d’assalto
Migliaia di persone, maleducazione e poca attenzione per l’ambiente
SAN TEODORO. Non conosce crisi la spiaggia della Cinta a San Teodoro affollata come non mai in questi giorni d’agosto. Migliaia di vacanzieri prendono d’assalto uno dei posti più belli ed incantevoli della costa orientale, e tra stabilimenti balneari e ombrelloni in terza e quarta fila, nel primo tratto di arenile sembra di trovarsi nelle coste dell’Adriatico. La situazione migliora se si ha voglia di fare una camminata, spostandosi verso nord al centro dell’insenatura, dove si può ancora fruire di ampi spazi e godere di pieno relax. Una situazione, quella del sovraffollamento della spiaggia, segnalata a più riprese da tanti vacanzieri che hanno scelto il litorale teodorino per trascorrere le ferie. «La Cinta è una delle spiagge più belle della Sardegna – dice un turista – ma quello che si vede in spiaggia in questi giorni ha dell’incredibile: cani, sporcizia ovunque, feci dietro le dune, mozziconi, campi da calcio tra i bagnanti e nessun rispetto per l'ambiente con gente che raccoglie i gigli, porta via conchiglie, granchi e sabbia. Vorrei solo che si facessero rispettare le regole. Sono di Milano, vengo in Sardegna da 35 anni e la amo alla follia ma in questi ultimi anni il degrado è aumentato. Alle spalle della spiaggia c'è la poi la laguna un area protetta dove un associazione che si chiama Orizzonti di Gallura ha ideato un battello col quale trasportare ancora più gente, fatevi un giro è potrete vedere con i vostri occhi com'è ridotta la spiaggia più bella». A onor del vero, l’iniziativa di trasportare i turisti con un battello verso la parte centrale della spiaggia, serve a decongestionare il primo tratto di litorale, preso quotidianamente d’assalto dai turisti ma di contingentare il numero degli accessi al mare se ne era parla da tempo e sono state prese alcune iniziative come quelle dei parcheggi che riescono a contingentare i turisti nelle varie spiagge del litorale. Il primo provvedimento fu del sindaco Gianni Marongiu nel 2005, il primo che fece scattare il blocco nella settimana di Ferragosto. Allora oltre che un problema di tutela ambientale si trattava di mettere sicurezza il traffico per la Cinta. La creazione di appositi parcheggi lungo i 13 chilometri di spiagge del comune gallurese sono sicuramente serviti a contingentare gli accesi oltre che a La Cinta, anche a Lu impostu, Cala Brandinchi e L’isuledda, ma a cavallo di ferragosto, in certi punti della spiaggia, il rapporto spazio/persona è davvero limitato.
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