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Piras: «Pericolosa bomba sociale»

Piras: «Pericolosa bomba sociale»

Il deputato di Sel interviene sull’industria e non lesina critiche ai sindacati

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MACOMER. Il deputato di Sinistra ecologia e libertà, Michele Piras, non accetta di essere messo nel calderone dei politici locali che non si curano dei problemi del centro Sardegna, dove con la chiusura delle industrie si è creata una situazione di degrado economico e con la fine della cassa integrazione e della mobilità si innescherà una pericolosa bomba sociale. L’accusa alla politica era stata mossa nei giorni scorsi da un sindacato che denunciava l’emergenza legata dall’approssimarsi dello scadere degli ammortizzatori sociali. «Che la condizione sociale del Marghine sia gravissima ne siamo certamente consapevoli – risponde il deputato di Borore –, personalmente ho assunto svariate iniziative anche parlamentari (spesso inascoltato dai principali interlocutori) per affrontare il problema, altrettanto dicasi per quanto riguarda la questione degli ammortizzatori sociali, miccia dalla quale rischia di esplodere la polveriera sociale del territorio».

Michele Piras richiama quindi l’attenzione su una sua interpellanza presentata a alla Camera dei Deputati nel mese di marzo nella quale poneva l’accento sulla grave crisi industriale e sociale che colpisce la Sardegna centrale e sul processo di desertificazione produttiva e occupazionale tra le aree di Macomer, Siniscola e Ottana che davano lavoro e reddito a migliaia di persone e famiglie. L’iniziativa è stata completamente ignorata a livello locale. Non c’è stata nessuna iniziativa da parte di sindacati e associazioni che desse vigore all’intervento anche in prospettiva di una mobilitazione del territorio. «Tuttavia – prosegue la nota del parlamentare di Sel – trovo sconcertante che chi c’era ieri, avantieri e ancora oggi a concertare, decidere e cogestire le scelte di politica economica sul territorio si senta nel diritto di rilasciare dichiarazioni a vanvera degne del più banale dei qualunquisti contro la rappresentanza politica del territorio in generale, quasi che il sindacato non avesse le sue enormi responsabilità, esercitate nei decenni in parole, opere e soprattutto omissioni».

Il parlamentare di Sinistra ecologia e libertà precisa che la crisi di Macomer e della Sardegna centrale non è esplosa all’improvviso, ma viene da lontano. Gli indizi che l’hanno preceduta e ne annunciavano il manifestarsi sono degli anni Novanta. «Ero ancora un giovanissimo dirigente politico locale quando si presentò la prima grave crisi nella zona industriale di Macomer – scrive nella nota –, i capi del sindacato erano i medesimi. Oggi ci risparmino interventi auto assolutori stile Vergine di Lourdes. Non solo non se ne avverte il bisogno ma nemmeno si contribuisce a risolvere il problema». (t.g.t.)

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