Il caso della messa, don Mauro sigla la pace
San Teodoro, il parroco alla donna cacciata dalla chiesa col bimbo in lacrime: «Sempre la benvenuta»
SAN TEODORO. Torna a dire la sua, don Mauro Moretti, il parroco di San Teodoro finito al centro del dibattito nei giorni scorsi per la vicenda della mamma nuorese che sarebbe stata cacciata dalla lo stesso prelato perché il suo bambino disturbava la messa.
Sente il bisogno di intervenire, don Mauro, perché, dice, «lo ritengo doveroso nei confronti della comunità parrocchiale a me affidata come pastore dal vescovo». Don Mauro Moretti da qualche anno è alla guida della comunità di fedeli teodorina. Una comunità che subisce diverse trasformazioni nel corso dell’anno, e che d’estate, ad esempio, quadruplica le proprie presenze.
Il parroco, lo ripete: «Le migliaia di graditi ospiti che nella stagione estiva come fedeli frequentano ogni settimana la messa in parrocchia confermano, non solo con la presenza ma, anche con la stima e la gratitudine, la percezione che nella nostra comunità vi trovano accoglienza, cordialità e tutto ciò che, seppur con fatica e con inevitabili limiti, possiamo offrire loro come servizio».
Anche per questo, aggiunge il sacerdote, «mi rattrista e delude vedere darne un'immagine distorta e manipolata. La vicenda si commenta da sola perché chi legge si rende conto da sé dell'atteggiamento incoerente con lo spirito di preghiera e di partecipazione che avrebbe dovuto contraddistinguere la circostanza».
«Con affetto e un po’ di preoccupazione – continua il parroco – penso a quel bimbo innocente che piangeva alla messa e ai nostri figli che hanno il diritto di imparare per la vita il rispetto umano e ancor più cristiano per gli altri e, invece, noi adulti continuiamo ostinatamente a negarglielo. Noi adulti del selfie e dell'autoguardarci, incapaci di rivolgere lo sguardo oltre noi stessi, con il nostro distratto e arrogante menefreghismo” conclude il parroco che chiude con una frase conciliante nei confronti della donna nuorese che ha dato il via con la sua segnalazione alla querelle. Un dibattito che ha animato in questi giorni la discussione all’interno della comunità di San Teodoro, ma non solo.
Alla mamma, aggiunge il parroco, rivolgo «Un cordiale saluto e un augurio di buona vita a tutti ed in particolare alla mamma, che se vorrà, sarà sempre benvenuta».
La nuova chiesa di San Teodoro completata qualche anno orsono ospita in questi giorni di agosto migliaia di fedeli, ed è capace di accogliere al suo interno oltre ottocento persone, e in mezzo a una moltitudine di gente, sostengono i fedeli, è normale che a volte si presentino problemi nel seguire in silenzio la funzione.
«C’è chi chiacchiera, chi si dimentica di spegnere il telefonino con le più svariate suonerie e chi addirittura si presenta in costume da bagno» dice un residente che frequenta con assiduità la parrocchia. In qualche caso, aggiungono altri parrocchiani, «in chiesa abbiamo visto mamme che cambiavano anche i pannolini ai loro figli».
«Il nuovo parroco è dovuto intervenire qualche volta ma lo sempre ha fatto con garbo e rispetto per tutti soprattutto per i bambini» concludono.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
