La Nuova Sardegna

Nuoro

Il “Diahiò” va alla conquista dell’Italia

di Luciano Piras
Il “Diahiò” va alla conquista dell’Italia

La Barbagia esporta il diario ideato dalla questura di Nuoro. Il capo della polizia Pansa a settembre alla cerimonia ufficiale

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NUORO. “Diahiò” conquista l’Italia intera. Il diario scolastico della questura di Nuoro è cresciuto così tanto che ora varca il mare e diventa un progetto nazionale della Polizia di Stato. Si chiamerà “Il mio diario” e verrà distribuito in dieci province italiane. «Il Dipartimento della Polizia di Stato ha accolto il nostro progetto e ha voluto renderlo nazionale, in condivisione con il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, e con il ministero dell’Economia e delle finanze che ne hanno evidentemente condiviso la formulazione e la finalità» spiega Fabrizio Mustaro, vice questore aggiunto, padre del “Diahiò”. È da una sua idea (e dai suoi testi) che nel 2003 è partita l’avventura barbaricina del diario, avventura diventata poi regionale e ora nazionale. Stampato dall’Istituto poligrafico dello Stato, verrà distribuito a tutti gli studenti di quarta elementare e alle pluriclassi degli Istituti primari delle province di Alessandria, Savona, Rovigo, Prato, Isernia, Matera, Benevento, Vibo Valentia, Nuoro e Siracusa scelte come sedi del progetto pilota. Testimonial dell’edizione tricolore è Lupo Alberto. «Le regole di convivenza si chiamano democrazia» dice ai ragazzi la creatura uscita dalla matita di Guido Silvestri, in arte Silver.

Il supereroe, o meglio: l’antieroe, che guida i teen ager di pagina in pagine, invece, è Civis un buffo cittadino modello, moderno Cicerone...

«Insieme alla grafica Elisabetta Tranquilli, alla disegnatrice Erika Laurita e allo sceneggiatore Aaron Ariotti, nasce l’idea di questo personaggio cicciottello. Civis ricorda che “gli eroi non si riconoscono dall’aspetto, ma da ciò che fanno, dai loro gesti”. In un mondo che fonda tutto sull’immagine e l’apparenza forse abbiamo di nuovo bisogno di sostanza, valori e senso da dare alle cose. Ecco come è nato Civis».

Nella prefazione, invece, è Lupo Alberto che parla.

«Ha fatto suoi – va avanti Mustaro – tutti i temi del nostro diario valorizzando l’aspetto positivo del rispetto delle regole e raccontando con parole chiare che dietro tante regole c’è l’idea della sopravvivenza di ciascuno di noi, e della partecipazione alla vita collettiva».

Come le precedenti edizioni, il Diario è un manuale di Educazione civica...

«E vorrebbe essere vicino agli insegnati per parlare di regole ai ragazzi». «Questa volta, finalmente, è la Sardegna che esporta la cultura della legalità, il valore delle regole! Ogni mese un approfondimento e una illustrazione che riassume il tema trattato. Speriamo piaccia ai ragazzi e speriamo si possano divertire a leggerlo e studiarlo tra un compito e l’altro – sottolinea il vece questore aggiunto –. La scommessa vera, infatti, è quella che il diario non resti chiuso nello zaino ma diventi uno strumento di lavoro per alunni, insegnanti e, perché no?, anche per i genitori».

Il diario è articolato in temi e approfondimenti mensili che vanno dalla Costituzione al volare dell’economia.

Quanto è difficile e in salita oggi il compito, e il ruolo, di chi deve educare ?

«Il compito di chi educa e deve far rispettare le regole non conosce discese, ma solo difficoltà crescenti, intanto per i sempre nuovi contesti in cui ci si confronta, come ad esempio internet, per il più rapido accesso che i bambini di oggi hanno alle tecnologie che li mettono in contatto. I divieti, che preferisco immaginare come consigli, convivono parallelamente ai tanti altri temi che suscitano la curiosità dei più piccoli. Così abbiamo immaginato il diario della legalità. Resta però chiaro che un diario sulle regole della convivenza non è una bacchetta magica, non ingenera comportamenti virtuosi se essi non sono accompagnati dall’esempio degli adulti, a casa come a scuola».

Quando verrà consegnato ai ragazzi, il diario?

«Nella prima decade di settembre, il progetto verrà presentato dal capo della polizia Alessandro Pansa, in una cerimonia durante la quale personalmente provvederà alla consegna del diario agli alunni di un Istituto di una delle dieci città coinvolte».

Un successo, insomma...

«Per questo ringraziamo la Fondazione Banco di Sardegna che, per prima, nel lontano 2003 ha tenuto a battesimo il diario e poi la Regione Sardegna e l’Osservatorio territoriale sul bullismo della Provincia di Nuoro e Ogliastra che hanno nel tempo sostenuto il progetto. Il diario è un lavoro durato anni e “fatto a mano” raccogliendo tante consulenze di professionisti del settore, le osservazioni degli insegnanti, quelle dei bambini e dei colleghi che lo avevano letto. Un lavoro di concerto quello che ha visto la nascita di “Diahiò”, oggi diventato “Il mio diario”. Per una volta i bambini della mia regione – chiude con entusiasmo Fabrizio Mustaro – saranno orgogliosi di aver avuto per primi un diario che ora condivideranno con i ragazzi di altre regioni d’Italia. Un modo per fare rete e squadra intorno a valori e regole universali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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