La Nuova Sardegna

Nuoro

la denuncia dei commercianti

Nasce il movimento spontaneo «Siamo pronti ai ricorsi»

di Gianluca Corsi
Nasce il movimento spontaneo «Siamo pronti ai ricorsi»

NUORO. A qualcuno (come al titolare del Bar Nuovo) è arrivato un salasso da 4mila euro. Altri, più fortunati – si fa per dire –, si son visti recapitare bollettini da 2.700 euro (trattoria La Locanda)...

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NUORO. A qualcuno (come al titolare del Bar Nuovo) è arrivato un salasso da 4mila euro. Altri, più fortunati – si fa per dire –, si son visti recapitare bollettini da 2.700 euro (trattoria La Locanda), 2mila (pizzeria Punto Pizza) o più di 1.400 euro (Rita Pinna, ma anche l'Ortofrutta di via Toscana). Era uno stillicidio di cifre e lamentele il primo incontro spontaneo di operatori commerciali (ma anche tanti comuni cittadini) vittime della famigerata Tari, la tassa sui rifiuti che il Comune di Nuoro ha inviato (o sta inviando) in questi giorni per l'anno 2014.

La prima riunione interlocutoria, promossa dai commercianti esasperati, si è svolta avant'ieri sera, alle 21 - nella più assoluta informalità - tra i tavolini all'aperto del bar/caffè Due Archi di via Lamarmora, ed è servita per confrontarsi, guardarsi in faccia e promuovere azioni comuni contro un aumento ritenuto eccessivo e ingiustificato.

Tutto è dovuto alla crescita spropositata del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, che – come ha spiegato il consigliere comunale dell'opposizione, Pierluigi Saiu, sollecitato dagli stessi commercianti e presente all'incontro con il collega Peppe Montesu - «è passato dai 5.748.595,84 euro del 2011 ai quasi 8 milioni di euro raggiunti quest'anno, con l'ennesima proroga alla società Nuoro Ambiente». E il costo quadruplicato è stato caricato sulle tasche dei contribuenti nuoresi.

«Ma come è stato giustificato quest'aumento? _ chiede Rita Pinna, titolare dell'omonimo negozio di mobili in via Deffenu _ Io sono qui anche per informare alcuni inquilini del palazzo dove ho la mia attività, tra i quali vi sono anche pensionati a 600 euro al mese, che si ritrovano con bollette da 250 euro. Ma come faranno? Stanno già razionando la spesa (non comprano più carne), come andranno avanti fino alla fine del mese? Dovranno comprare solo pane e patate»?

È sempre Saiu che, carte alla mano (il regolamento approvato all'unanimità dai dieci assessori della Giunta comunale e passato, a maggioranza, in consiglio comunale è pubblico), risponde: «Sono tre le voci che hanno inciso maggiormente sull'aumento dei costi: il servizio di spazzamento delle strade, passato da 730.552,83 a circa 1 milione e 700mila euro (brusio dei commercianti, che lamentano come, nella maggior parte dei casi, il servizio venga svolto col sistema “fai da te”); il costo delle proroghe, visto che dal 2010 il servizio viene dato in proroga a Nuoro Ambiente; e, infine, i cosiddetti “costi impropri” (gli stessi costi di riscossione, che ammontano a circa 190mila euro, vengono caricati interamente sulle bollette)».

Spiegazioni e cifre che non fanno che accrescere malumori e rabbia di commercianti e curiosi. Il neonato “movimento nuorese anti-Tari” si chiude con una raccolta di numeri di telefono e e-mail per rivedersi, in settimana, in un faccia a faccia con la Giunta comunale. Contestualmente si lavorerà per contrastare in maniera legale (nessuno sciopero fiscale, sebbene l'idea sia serpeggiata) gli spaventosi aumenti, ricorrendo alla commissione tributaria, alla giustizia amministrativa o cercando eventuali spazi di manovra (che ci sarebbero, sebbene poco pubblicizzati dallo stesso Comune) all'interno del Regolamento. Intanto si fa strada anche l'idea di azioni clamorose durante la notte bianca del 5 settembre.

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